E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero degli Esteri che attribuisce le deleghe ai sottosegretari Vincenzo Amendola e Benedetto Della Vedova. La prima delega di Amendola è quella alle “politiche relative agli italiani nel mondo”. Inoltre il sottosegretario sarà competente per “relazioni bilaterali con i Paesi dell’Europa; relazioni bilaterali con i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, ivi inclusi i Paesi del Golfo Persico e l’Iran; relazioni bilaterali con i Paesi del Corno d’Africa (Etiopia, Eritrea, Gibuti e Somalia); relazioni con le Nazioni Unite e le Agenzie Specializzate, ad eccezione di quanto ricompreso in altre deleghe”. Più una serie di altre “relazioni” con questo o quell’organismo.
“Osservando la politica italiana dalla Repubblica Dominicana – commenta Ricky Filosa, coordinatore MAIE Centro America – viene da pensare che gli italiani residenti all’estero sono sempre l’ultima ruota del carro. Nel rimpasto di governo ancora una volta nessun eletto all’estero è stato preso in considerazione. Mario Giro è stato promosso viceministro agli Esteri e al suo posto come sottosegretario agli Esteri è stato nominato Vincenzo Amendola, Pd, già capogruppo in commissione Esteri alla Camera. Questo è tutto. Abbiamo 18 eletti all’estero in Parlamento, la maggior parte del Partito Democratico, e il governo italiano a guida Pd non ha pensato di scegliere uno dei rappresentanti dei nostri connazionali all’estero per ricoprire un ruolo di governo in ambito Farnesina. Uno schiaffo ai 18, in particolare a quelli del Pd, che non sono stati tenuti nemmeno in considerazione. E uno schiaffo a tutti gli italiani che nel mondo con la loro creatività e la loro vocazione imprenditoriale fanno grande il nostro Paese”.
“Questa – prosegue l’esponente del Movimento Associativo Italiani all’Estero – è la visione culturale e politica dell’attuale esecutivo, che non riesce ad aprirsi ad una vera partecipazione corale di tutti i suoi cittadini e a valorizzare e diffondere il sistema Italia anche tramite le nostre piccole e medie imprese che prosperano a tutte le latitudini. Questa è poi l’importanza che il governo Renzi attribuisce ai rappresentanti parlamentari degli italiani nel mondo. Nessuna. E forse la colpa è anche dei nostri rappresentanti, non in grado di farsi sentire a Roma come si deve, buoni solo a litigare tra loro. Certo è – conclude Filosa – che a questo punto ha proprio ragione il senatore Micheloni: per la Farnesina gli italiani nel mondo e gli eletti all’estero evidentemente rappresentano solo un fastidio”.
































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