Italiani all’estero, Ravaglia (MAE): chiudere consolati non ci piace, ma non ci sono soldi

"I contatti con il Parlamento sono fondamentali. Questi due giorni sono stati costruttivi". A parlare è l’ambasciatore Cristina Ravaglia, direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del ministero degli Affari esteri, intervenendo alla Farnesina alla seconda assemblea plenaria dell’anno del Consiglio Generale degli italiani all’estero. "Le leggi sono leggi, ci possono piacere o meno, ma come funzionari dello Stato dobbiamo cercare di applicarle al meglio", ha detto Ravaglia, che a proposito della riorganizzazione della rete consolare ha spiegato: "Si parla della chiusure di diverse sedi, ma siamo ancora in una fase di esame, di consultazione e valutazione. Il Cgie sarà chiamato a dare il suo parere". "Le chiusure non piacciono a nessuno – ha voluto sottolineare con chiarezza Ravaglia – noi come ministero saremmo felici di avere la più grande rete consolare al mondo, ma i soldi non ci sono: i tagli non sono capricci, ma rispondono a leggi dello Stato che impongono tagli".

"Le valigie di cartone sono la nostra storia. Che ci piaccia o non ci piaccia. Crediamo sia necessario che la storia, la nostra storia, non venga dimenticata”, ha aggiunto Ravaglia. Proprio alla Farnesina, infatti, è stata allestita la mostra sul fenomeno dell’emigrazione italiana "Partono i bastimenti" curata da Niaf.