Imu, sindaci sul piede di guerra: Governo onori impegni

L’Imu e’ stata abolita, anzi no. In verita’, se e’ vero che, dopo un lunga, tormentata attesa, la seconda rata dell’Imposta municipale unica e’ stata ufficialmente cancellata dal Consiglio dei ministri, e’ altrettanto vero che l’abolizione rischia di essere una beffa, almeno per gli abitanti di quei circa 600 comuni italiani che hanno aumentato l’aliquota o che si apprestano a farlo. C’e’ infatti tempo fino al 9 dicembre per pubblicare le aliquote di quest’anno. I cittadini coinvolti sono tra i 4 e i 5 milioni, dal momento che nell’elenco dei comuni che hanno aumentato l’aliquota Imu sull’abitazione principale ci sono grandi citta’ come Milano e Napoli, Brescia e Verona. Il Governo ha annunciato la copertura di 2,15 miliardi, cifra che tuttavia non riesce a comprendere tutti gli aumenti di aliquota decisi dai sindaci e che ha fatto crescere di 400-500 milioni il conto dell’abolizione della tassa. Una parte di questi soldi sara’ coperta dallo Stato ma una parte dai proprietari. E questo ha scatenato l’ira dei primi cittadini; tra questi c’e’ chi promette di avviare un’azione legale contro lo Stato per ottenere quanto spetta al proprio comune.

"Il Governo faccia rapidamente chiarezza sulla seconda rata dell’Imu 2013 e onori gli impegni assunti con i contribuenti e i Comuni italiani. I sindaci hanno dimostrato ampiamente responsabilita’ e spirito propositivo, ma non si puo’ abusare della loro pazienza e tanto meno si puo’ abusare della pazienza dei cittadini”, ha tuonato, fin dal mattino, il presidente della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), Piero Fassino, rinnovando la richiesta di un incontro urgente con il presidente del Consiglio. ”I sindaci – dice senza giri di parole il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris – si sono stancati di essere bancomat o esattori del Governo”. Per il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, "sarebbe una follia" la decisione di prevedere la copertura da parte dello Stato di solo meta’ dell’aumento dell’aliquota Imu prima casa. ”Se cosi’ fosse – aggiunge – saremmo allo scontro istituzionale”. ”Si e’ scelta una soluzione che scarica su cittadini e sindaci il costo della mancata copertura integrale della seconda rata”, lamenta il primo cittadino di Bologna, Virginio Merola.

Piu’ misurato il responsabile Finanza Locale di Anci e sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, che imputa al Governo una sostanziale mancanza di chiarezza. "Bisognava in modo puntuale chiarire – afferma – che gli inasprimenti dell’Imu sulla prima casa decisi dai comuni non sarebbero stati ricompresi nel calcolo delle somme trasferite dallo Stato e quindi che chi "inaspriva" lo avrebbe fatto a carico dei cittadini. Chi ha aumentato le aliquote, lo ha fatto approfittando di un quadro normativo che lo consentiva". Secondo la Cgia di Mestre, i proprietari di prima casa che hanno subito l’aumento dell’aliquota Imu nel 2013 (dal 4 al 6 per mille) saranno chiamati a versare entro la meta’ di gennaio dell’anno prossimo un importo massimo oscillante tra i 71 e i 104 euro.

E mentre il viceministro all’Economia Luigi Casero, ribatte che "abbiamo mantenuto le promesse con i cittadini italiani", il ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo, annuncia soddisfatta: "Lo avevamo promesso e abbiamo mantenuto la parola data: la seconda rata Imu non verra’ pagata per i fabbricati rurali e per i terreni agricoli degli imprenditori agricoli professionali. E abbiamo dimezzato l’onere dell’Imu per i terreni agricoli posseduti da ‘non agricoltori’". Poi si scusa con il premier Letta ed il ministro Saccomanni "per i toni un po’ duri" usati in alcune occasioni. Intanto le banche attendono di vedere i testi del decreto Imu per valutare un eventuale ricorso alla Corte di Giustizia Europea sull’innalzamento dell’Ires dall’attuale 27,5% al 36% per gli istituti di credito e le assicurazioni.

Vede infatti rischi di penalizzazioni per il mondo bancario il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. "Ogni appesantimento della pressione fiscale sul comparto bancario pesa sul complesso dell’economia produttiva e non favorisce gli esami che nel 2014 saranno effettuati in tutta Europa", mette in guardia. Il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, invita a guardare "alle prospettive di ripresa del Paese”. Forti critiche arrivano da Rete Imprese Italia, secondo la quale e’ "inaccettabile la decisione di permettere ai Comuni la pubblicazione nel proprio sito Internet fino al 9 dicembre di aliquote e detrazioni Imu che vanno utilizzate per i versamenti in scadenza il 16, dopo appena 5 giorni lavorativi".

"Non c’e’ ancora un testo, l’incertezza non si dirada ma aumenta", osserva il coordinatore della Consulta dei Caf, Valeriano Canepari. Sul fronte politico, e’ caustico il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta: "Checche’ ne dicano il Governo e i ministri di Ncd al Governo, sulla prima casa dovremo pagare. Tanto quest’anno, quanto a partire dal 2014".

Per Ignazio La Russa, presidente di Fratelli d’Italia "Letta e’ sempre piu’ il clone di Monti". Enrico Zanetti (Sc) ironizza: "C’e’ qualcuno che ha il coraggio di dire che, grazie anche all’edificante gioco a cercare di fregarsi a vicenda tra Stato e Comuni, la solenne promessa del Governo di abrogare l’Imu sta trasformandosi in una farsa?". E Pippo Civati, candidato alla segreteria Pd, commenta: "L’Imu e’ stata la scelta sbagliata di questo anno politico".