Tutti gli osservatori e i protagonisti del dibattito politico ed economico (e noi tra questi) che da settimane ammoniscono rispetto al rischio di una nuova manovra, esprimono una preoccupazione totalmente fondata, che e’ frutto del fallimento del Governo Monti. L’Italia ha bisogno di quella che si potrebbe chiamare una ‘operazione verita’ sul reale stato dei conti pubblici. Procediamo con ordine.
1. Rispetto alle stime fornite dallo stesso Governo Monti nei mesi passati, le entrate totali previste sono crollate. Nelle pieghe della relazione presentata da Monti e Grilli al Parlamento, per il 2013, si prevedono infatti 15 miliardi e 700 milioni in meno.
2. Secondo quanto risulta al Coordinamento dei dipartimenti Pdl, il quadro e’ ancora peggiore: dalle nostre analisi, rispetto alle previsioni governative di settembre scorso, le entrate previste sono scese da 784 miliardi di euro a 763, il che configura un buco di 21 miliardi in termini di minori entrate che si traduce automaticamente in un cospicuo aumento del deficit pubblico, che il prossimo governo sara’ costretto a risanare.
3. Ancora una volta la regola liberale, da noi sempre sostenuta, si conferma: se le aliquote fiscali aumentano in modo spropositato, il risultato finale e’ una riduzione di gettito, e non un aumento.
4. Questi dati dimostrano che il fallimento di Monti e’ totale: doveva garantire rigore e sviluppo, ma, con le sue tasse, ha provocato il crollo dell’economia, senza nemmeno arrivare ai risultati di risanamento da lui promessi.
5. Ora, il prossimo Governo si trovera’ dinanzi a questo stato di cose: questo buco di 21 miliardi di minori entrate, la quasi certezza di una manovra da fare, nessuna consistente risorsa per riduzioni fiscali, per risolvere la questione esodati, per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali.
6. Intanto, prosegue il bombardamento fiscale contro gli italiani. E i infatti i tecnici confermano l’Imu, confermano l’aumento Iva, e ora (con il pasticcio Tarsu/Tares) aggravano la stangata di fine anno. Tra il saldo Imu e la Tares, infatti, la fine dell’anno diventera’ una scadenza devastante per le famiglie italiane.
7. La conclusione che se ne ricava e’ la seguente. I tecnici dovevano risanare, e non lo hanno fatto: anzi, lasceranno buchi ed esigenze di una nuova manovrina. Dovevano dare respiro all’economia, e invece hanno fino all’ultimo soffocato di tasse le famiglie e le imprese. Fino a quando abuseranno della nostra pazienza?
*coordinatore dipartimenti PdL
































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