Fuga da Mantova, un dato preoccupante

In un anno se ne sono andate circa tremila persone tra i 18 e i 49 anni dal territorio mantovano. Queste statistiche, purtroppo, mettono in luce una realtà preoccupante

Mantova
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L’articolo sulla fuga dalla Provincia di Mantova è interessante. Io risiedo in Provincia di Mantova e mi sento di scrivere qualcosa per cercare di fare capire meglio la situazione. In un anno se ne sono andate circa tremila persone tra i 18 e i 49 anni dal territorio mantovano. Queste statistiche, purtroppo, mettono in luce una realtà preoccupante. Il Mantovano è territorio del Nord dell’Italia, quindi di quella che dovrebbe essere la parte più ricca del nostro Paese. Inoltre, il territorio mantovano si trova sull’asse Brennero-Modena, un asse importante. Purtroppo, il territorio mantovano è rimasto indietro. Qui in Provincia di Mantova vanno forte la logistica, il polo chimico e il settore delle calze nell’Alto Mantovano. Ora, va bene il fatto che ci siano magazzinieri, operai metalmeccanici e lavoratori del settore tessile. Tuttavia, ciò non basta.

Le tante piccole imprese mantovane possono fare poco, viste le loro difficoltà. Il settore agroalimentare mantovano, che era un settore forte per i prodotti come il riso ed i formaggi, ha subito delle battute di arresto, anche per colpa di certe politiche europee. Basta pensare alle “Quote latte” e le iniziative volte a favorire latte e carne sintetici potrebbero dare il colpo di grazia al settore.

Purtroppo, la Provincia di Mantova manca anche di infrastrutture moderne. Nel 2018, andai a Bergamo. Le strade bergamasche vincono il confronto con le nostre. Da anni si parla del progetto della Ti.Bre, un’autostrada che collegherebbe l’Autostrada A22 Brennero-Modena all’Autostrada A15 Parma-La Spezia e che passerebbe attraverso il territorio mantovano. Ancora non si è fatto nulla.

Le città di Mantova e Sabbioneta sono riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO e la Provincia stessa è ricca di realtà storiche.
Devono essere valorizzate di più, anche con infrastrutture migliori. Con la cultura si può mangiare e fare mangiare la gente, grazie al turismo. Per esempio, io ho raccontato la storia del santuario dei Santi Cosma e Damiano di Barbassolo di Roncoferraro. Un luogo di culto simile dovrebbe essere valorizzato. Si dovrebbero fare più eventi in quell’edificio, per renderlo attrattivo.

Al di là di tutto, però, vi è una questione di fondo che non vale solo per la Provincia di Mantova, poiché anche altre realtà sono in condizioni simili.
Infatti, manca completamente il collegamento tra l’istruzione ed il mondo del lavoro. Un ragazzo studia, si diploma e (magari) arriva anche alla laurea, ma poi non trova il lavoro per il quale ha studiato perché mancano i posti.

Il premier Giorgia Meloni fa bene a dire che qualsiasi lavoro sia dignitoso e convengo con il Governo riguardo al Reddito di Cittadinanza, il quale è un disincentivo al lavoro. Però, chi studia fa un investimento per il futuro, spendendo anche dei soldi. Si dovrebbe creare il trait d’union tra il mondo del lavoro e quello dell’istruzione, per esempio favorendo gli stage nelle aziende durante il periodo di formazione. Ergo, le scuole e le università potrebbero organizzare degli stage nelle aziende la cui valutazione avrebbe effetto su quella finale del percorso scolastico o universitario. Nel contempo il tirocinio potrebbe sfociare in un’assunzione nell’azienda presso la quale è stato espletato. Se si facesse ciò sarebbe già una gran cosa perché serve un dialogo tra istruzione e lavoro.