Paolo Gentiloni, nel suo intervento di chiusura al convegno "Il Sistema paese per l’internazionalizzazione delle reti d’impresa", organizzato dalla Farnesina e Retimpresa-Confindustria, afferma: "La crisi ha colpito duramente il nostro sistema economico, ma c’è stata una grande capacità di reazione e la proiezione all’estero del nostro sistema di imprese rimane un elemento di forza e di successo per l’Italia".
Gentiloni accende i riflettori sulla possibilità di rafforzare la presenza dell’Italia nei mercati internazionali e annuncia un obiettivo che lui stesso definisce "molto ambizioso" e cioè quello di "aumentare le esportazioni fino a 50 miliardi e accrescere gli investimenti esteri di 20 miliardi di dollari attraverso azioni mirate nei mercati chiave".
Secondo il titolare della Farnesina questi obiettivi "ce li dobbiamo e ce li possiamo porre perché abbiamo a che fare con l’ingresso nel mercato della capacità di spesa di centinaia di milioni di nuovi consumatori".
All’interno di questi obiettivi si inserisce la modalità innovativa dei contratti di rete d’impresa, "semplici e flessibili" li definisce Gentiloni, sottolineandone la "capacità di lasciare intatta l’identità dei singoli partecipanti e moltiplicare la forza e la capacità di proiezione all’estero". E i numeri lo confermano: "Non è un caso – continua il ministro del Maeci – che siano stati raggiunti duemila contratti e che siano diecimila le imprese interessate".
Gentiloni è convinto che "per vincere questa sfida c’è bisogno del sostegno delle Istituzioni a favore di nuovi strumenti di credito, di investimenti, incentivi fiscali, semplificazione burocratica e banda larga" e che "un pezzo del lavoro dipende dalla Farnesina e dalla nostra diplomazia economica, centrale per la rete diplomatica". Una parte del lavoro per favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane, quindi, "va fatta in casa – afferma il ministro degli Esteri – e per questo utilizzeremo l’Expo di Milano come occasione per lanciare il piano straordinario di promozione del made in Italy"."Il 2015 sarà un anno straordinario per il nostro export – commenta il viceministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda – ma né le imprese né le istituzioni sono in grado di fare tutto da sole, la partita si può giocare solo se siamo insieme". Secondo Calenda, l’obiettivo di crescita del 4,5% dell’export italiano è "alla nostra portata", ma è anche convinto che "nessuna azienda può esportare se non ha a disposizione persone preparate". Per questo motivo "lanceremo a giugno dei voucher per il temporary export manager – spiega il viceministro del Mise -, una figura professionale che sostenga le piccole e medie aziende nei processi di internazionalizzazione".
Il temporary export manager affiancherà le imprese "due o tre volte a settimana perché altrimenti – dice Calenda – il costo sarebbe esorbitante". A tal fine sono stati stanziati 20 milioni di euro: "Una quota sarà riservata alle imprese che hanno fatto il road show del Mise – sottolinea il viceministro – e dovremmo riservare una quota anche alle reti d’impresa".
Il segretario generale del Maeci, Michele Valensise, pone l’attenzione sul "forte spirito di squadra che lega la Farnesina al Mise a favore dell’internazionalizzazione delle imprese italiane" e a dimostrarlo è il "formato consolidato della Cabina di regia a Roma" grazie alla quale "i due ministeri indirizzano l’azione di supporto alle imprese". Una sinergia che ha lo scopo, attraverso il sostegno del Sistema Paese all’estero, di aiutare la rete delle imprese che vogliono internazionalizzarsi. "Per sostenere questo processo – afferma Aldo Bonomi, presidente di RetImpresa-Confindustria – è necessario che tutto il sistema lavori nella stessa direzione e, in questo senso, anche il governo ci sta sostenendo concretamente".
































Discussione su questo articolo