Nel 2025 El Salvador ha registrato un forte aumento dei rimpatri forzati dagli Stati Uniti, diventando uno dei principali Paesi di destinazione dei voli di deportazione organizzati dalle autorità americane. Secondo un rapporto dell’organizzazione Human Rights First, nel corso dell’anno sono atterrati nel Paese 175 voli con migranti rimpatriati, collocando El Salvador al quarto posto al mondo per numero di arrivi aerei di questo tipo, dopo Guatemala, Honduras e Messico.
L’incremento dei voli è stato particolarmente marcato a partire da gennaio, in coincidenza con l’insediamento del presidente Donald Trump e con l’intensificazione delle politiche di controllo delle frontiere e di contrasto all’immigrazione irregolare. Rispetto al 2024, il numero di voli di rimpatrio è cresciuto del 47 per cento, segnando un’accelerazione significativa delle espulsioni verso l’America Centrale.
I mesi di giugno e luglio hanno rappresentato il picco dell’attività, con 22 voli di rimpatrio ciascuno, un livello mai raggiunto negli anni precedenti. Anche se il rapporto di Human Rights First contabilizza il numero di voli e non quello delle persone trasportate, i dati ufficiali del governo salvadoregno indicavano già a ottobre il rientro forzato di oltre 10 mila cittadini dal territorio statunitense.
L’aumento dei rimpatri ha riacceso il dibattito sull’impatto delle politiche migratorie statunitensi sui Paesi di origine dei migranti, spesso caratterizzati da forti fragilità economiche e sociali. Per El Salvador, il ritorno massiccio di migliaia di cittadini rappresenta una sfida in termini di reinserimento sociale, occupazionale e di sicurezza, in un contesto già segnato da profonde disuguaglianze e da un tessuto produttivo limitato.
Il dato dei voli di deportazione non è solo una statistica sul traffico aereo, ma un indicatore concreto di come le scelte politiche a Washington abbiano effetti diretti e immediati sulle società dell’America Centrale. E mostra come la questione migratoria resti uno dei nodi centrali e più sensibili delle relazioni tra Stati Uniti e Paesi della regione.































