Il legame profondo tra diplomazia e letteratura è stato al centro dell’incontro che si è svolto al Liceo Marco Foscarini di Venezia, dove l’ambasciatore d’Italia in Croazia, Paolo Trichilo, ha presentato il suo saggio “Diplomazia e letteratura”, dialogando con gli studenti sul ruolo della parola scritta nella gestione dei rapporti internazionali.
Partendo dal suo lavoro di ricerca, Trichilo ha illustrato le biografie di otto Premi Nobel per la Letteratura che, nel corso della loro vita, hanno prestato servizio nelle diplomazie dei rispettivi Paesi. Un tema affrontato, come sottolinea l’ambasciatore, per la prima volta in modo sistematico, attraverso un’analisi approfondita delle carriere diplomatiche di alcuni tra i più grandi scrittori del Novecento.
“Nel mio saggio viene trattato per la prima volta in maniera organica il rapporto tra diplomazia e letteratura, attraverso una ricerca sulle carriere diplomatiche di questi grandi autori”, ha spiegato Trichilo in un’intervista riportata da La Nuova Venezia. Un’analisi che mette in luce le inaspettate affinità tra il linguaggio diplomatico e quello poetico, entrambi basati su precisione, sintesi e capacità di suggerire più di quanto venga esplicitamente detto.
A sostegno di questa riflessione, l’ambasciatore ha citato lo scrittore e diplomatico indiano Abhay Kumar, secondo il quale “la diplomazia è generalmente condotta per frasi brevi che rivelano quanto nascondono. La poesia non è diversa”. Un parallelismo che Trichilo ha utilizzato per invitare i giovani a riscoprire il valore della professione diplomatica, soprattutto in un’epoca segnata da conflitti e tensioni internazionali, in cui la mediazione torna a essere essenziale.
La scelta del Liceo Foscarini come sede dell’incontro ha conferito all’evento anche un forte valore simbolico e storico. Tra il 1945 e il 1955, infatti, l’edificio fu trasformato in un centro di raccolta profughi per accogliere le famiglie italiane costrette a lasciare Istria, Fiume e Dalmazia nel secondo dopoguerra.
Un passato che l’ambasciatore Trichilo ha ricordato con particolare emozione, definendolo “una pagina dolorosa della nostra storia” e spiegando come la sua visita sia maturata anche grazie al contatto costante con il mondo degli esuli, incontrati nel corso della sua lunga carriera istituzionale.
Un incontro che ha unito cultura, memoria e attualità, offrendo agli studenti l’occasione di riflettere sul potere delle parole come strumento di dialogo, comprensione e pace nelle relazioni internazionali.































