Da oggi gli eletti all’estero in vacanza. Ma in vacanza da cosa?

Estate italiana, chiude persino il Parlamento. Anche i nostri cari eletti all’estero vanno in ferie. Beati loro. Intanto per gli oltre sei milioni di italiani nel mondo la vita continua, con il lavoro e le fatiche di tutti i giorni. Anche ad agosto

Alcuni dei parlamentari eletti all'estero in questa legislatura

Da oggi i parlamentari sono tutti in ferie. Per i deputati le vacanze sono cominciate lo scorso 2 agosto, oggi chiuderà le porte palazzo Madama. I lavori non riprenderanno prima di settembre. L’Aula è convocata il giorno 9. Oltre un mese di ferie, dunque, per i nostri cari – carissimi! – onorevoli.

Ogni anno la stessa storia, l’Italia ad agosto si spegne e si rilassa sotto l’ombrellone. Nel frattempo, in tutto il mondo si continua a lavorare come ogni altro mese. Ecco perché – breve inciso – ci fa un po’ sorridere quel “buone vacanze” rivolto agli italiani nel mondo dall’On. Francesca La Marca, Pd. Onorevole, guardi che i connazionali oltre confine lavoreranno anche durante questo mese.

Eh già. Gli oltre sei milioni di italiani residenti all’estero, che vivono la quotidianità dei Paesi che li ospitano, anche durante l’ottavo mese devono sgobbare, se vogliono portare il pane a casa. Da noi invece no. Da noi chiude persino il Parlamento, massima istituzione democratica della nostra malconciata Repubblica. Roba da matti. E ci ritroviamo con deputati e senatori in vacanza. Ma in vacanza da cosa, poi?

E’ trascorso un altro anno e noi come ItaliaChiamaItalia abbiamo seguito, come facciamo ormai da oltre 13 anni, il lavoro dei nostri 18 eletti all’estero. C’è chi ha fatto molto, chi poco, chi proprio un bel nulla. Non è difficile individuare il primo in classifica, in termini di stacanovismo: sul gradino più alto del podio c’è senz’altro Ricardo Merlo, senatore eletto in Sud America, Sottosegretario agli Esteri. Il fondatore e presidente del MAIE non si è risparmiato un momento, ha corso sempre al massimo e ha dimostrato di avere il giusto physique du rôle per ricoprire il ruolo che ricopre e per poter crescere ancora. Complimenti.

A contendersi l’ultimo posto di questa particolare e immaginaria classifica sono più parlamentari, a nostro modo di vedere. Insomma, quel Fausto Longo eletto senatore in Sud America è certamente tra i fantasmi – o fannulloni, scegliete voi – di questa legislatura. Ce lo ricordiamo solo perché ha tentato di diventare parlamentare in Brasile – per poi essere trombato. Altrimenti, Longo chi?

Che dire di Eugenio Sangregorio? Sembrava, da quanto affermava egli stesso, che il presidente dell’USEI una volta entrato in Parlamento avrebbe spaccato il mondo, fatto chissà quale rivoluzione e ottenuto chissà quali miracoli per gli italiani all’estero. E invece il leone è diventato un cagnolino. Agli occhi di chi osserva appare come uno che ancora non ha capito davvero cosa deve fare nel luogo in cui è stato messo. Peccato.

L’unico attimo di celebrità, suo malgrado, Eugenio l’ha avuto quando ha dimostrato nell’Aula della Camera, davanti a colleghi e telecamere, di non sapere neppure leggere un testo. E infatti gli italiani nel mondo, ma anche quelli in Italia, se lo ricordano, forse, solo per quello.

In coda alla classifica c’è posto, meritatissimo, anche per l’onorevole italobrasiliano… Quello eletto col Carroccio di Salvini. Come si chiama? Ah sì, Luis Roberto Lorenzato (confessiamo: abbiamo cercato su Google). Oppure i parlamentari arrivati dall’Australia, Nicola Carè e Francesco Giacobbe. Chi sono, che hanno fatto, che fanno? C’è chi racconta, addirittura, che la loro firma venga apposta in calce a certi comunicati congiunti degli eletti all’estero del Pd a loro insaputa… Tradotto: questi non sanno neppure ciò che firmano.

Poi ci sono i romani. Come quello eletto con la lista +Europa. Alessandro Fusacchia. Non pervenuto.

In mezzo, tra il primo e gli ultimi posti in classifica, ci sono tutti gli altri. La pasionaria Garavini, il leghista Billi, le tre donne del Nord e Centro America (con Francesca Alderisi che si distingue tra Fucsia Nissoli e Francesca La Marca per la sua capacità di comunicazione e per la sua naturale empatia con il pubblico, ops, i connazionali), i pivellini Ungaro e Schirò. Ben 18 poltrone occupate in Parlamento dai rappresentanti degli italiani nel mondo: ma quanti di questi eletti fanno davvero la propria parte per i connazionali? Pochissimi.

Ma in fondo dai, chissenefrega. Il cielo è azzurro, il mare blu, il sole caldo e la birra ghiacciata. Buone vacanze, cari 18. Se volete, noi di ItaliaChiamaItalia siamo sempre qui. Perché l’informazione non va mai in vacanza.