CORONAVIRUS | Riaprire le scuole subito, rispettando le regole

“Non capisco perché in Italia non vengano riaperte le scuole. A proposito della discordanza di opinioni non vado lontano: in casa, mia moglie e io la pensiamo in maniera opposta…”

“La scuola deve insegnare ad analizzare e discutere i parametri su cui si reggono le nostre affermazioni passionali” (Umberto Eco)

“La vista di una scuola elementare mi riempie di gioia e di slancio verso il futuro. E’ come guardare un campo di grano. E il grano è ancora erba, e poi diventerà spiga, e poi farina, e poi pane” (Fabrizio Caramagna)

“Colui che apre una porta di una scuola, chiude una prigione” (Victor Hugo)

“Una buona testa e un buon cuore sono una combinazione formidabile. Ma quando ci aggiungi una lingua o una penna colta, allora hai davvero qualcosa di speciale” (Nelson Mandela)

“Un investimento in conoscenza paga sempre il massimo interesse” (Benjamin Franklin)

RIAPRIRE SUBITO LE SCUOLE?

… come nel resto di Europa? I pareri sono discordi, passo la parola ai lettori. Comunque sia, non capisco perché in Italia non vengano riaperte le scuole. A proposito della discordanza di opinioni non vado lontano: in casa, mia moglie e io la pensiamo in maniera opposta.

Su “Italia Oggi”, bel giornale diretto da un asso del giornalismo come Pierluigi Magnaschi, Carlo Valentini scrive che saremo l’unico Paese d’Europa a non riaprire le scuole (ultimi a tornare in classe saranno gli spagnoli, a fine maggio). Penso che il governo italiano commetta un errore, mia moglie al contrario ritiene che sia giusto rinviare la riapertura perché “non siamo capaci”.

IL BATTIBECCO CON MIA MOGLIE

Cosa vuol dire? – le ho chiesto. E vi trasmetto il nostro battibecco. Risposta: “Non siamo capaci in tante cose e anche per la scuola siamo diversi, noi italiani. È sicuro che ci sarebbero spaventosi assembramenti, tra genitori e tra i bambini. E anche tra studenti adolescenti e più adulti. Ineliminabili abitudini”. “Cioè: con rischi seri per noi e per i nostri figli, non saremmo capaci di rispettare le regole e un decreto del governo?”, “Certamente no”.

“E come lo sai, come fai ad avere tanta sicurezza? All’estero sono diversi?”. “Sì. C’è un senso civico, un senso dello Stato che noi non abbiamo”. “Appunto, anche per questo, ammesso che sia vero, aprire le scuole e valorizzarne l’importanza, sarebbe urgente”. “Sì, ne sei davvero convinto? Nel frattempo i contagi si moltiplicherebbero!”. “All’estero no?”.

“Sono informata. In Danimarca e in Norvegia, so da tante testimonianze che non c’è l’affettività smodata che abbiamo noi. Abbracci, baci, chiacchiere… Ma quando mai. C’è educazione, rispetto delle regole”. “Sono paesi nordici. Dovunque sono meglio di noi, secondo te?” “Meglio o peggio non so, ma sono diversi!”

QUASI LITIGAVAMO…

Ho continuato ad obiettare: alla fine quasi una litigata. E qui mi taccio. Mia moglie qualche ragione ce l’ha, ma sono rimasto della mia idea: riaprire le scuole subito, esigendo che le regole siano rispettate. Cosa ne pensano, i lettori?