La ‘mano morta’, nella versione meno compromettente, fatta dal suo portavoce ad una giovane stagista a pochi metri dalla Casa Bianca, rischia di rovinare l’immagine della presidente sudcoreana Park Geun-hye, a livello internazionale e domestico, dove l’indignazione generale ha costretto il suo Ufficio a offrire ‘pubbliche scuse’. L’incidente, imbarazzante e ai limiti dell’incredibile, e’ accaduto martedi’ a Washington durante la visita ufficiale negli Stati Uniti, esordio diplomatico per Park, prima donna ad aver conquistato la piu’ alta carica istituzionale del Paese e al lavoro per rinsaldare i legami con la Casa Bianca di fronte alle imprevedibili mosse dei nordcoreani del dittatore Kim Jong-un. Il portavoce, Yoon Chang-jung, e’ stato licenziato in tronco dopo le accuse di molestie sessuali contro una donna coreano-americana, poco piu’ che ventenne, in un hotel della capitale.
L’episodio, avvenuto a poche ore dall’incontro tra Park e Barack Obama, l’appuntamento piu’ importante e delicato della missione, ha costretto la Blue House, l’Ufficio presidenziale sudcoreano, alle ‘pubbliche scuse’ nella tarda serata di Seul. Le modalita’ scelte, alquanto frettolose e impacciate, hanno rimarcato la gravita’ del caso che ha scatenato, con la spinta dei media, l’indignazione generale e inferto un durissimo colpo all’amministrazione Park, a meno di tre mesi dall’insediamento. ‘In qualita’ di press officer senior, esprimo delusione e dispiacere per il fatto che una persona del mio ufficio sia stato coinvolto in un atto improprio’, ha detto Lee Nam-ki, offrendo ‘le sentite scuse al popolo e al presidente’.
La polizia di Washington ha ammesso l’esistenza di indagini in corso sull’ipotesi di ‘un reato di molestie sessuali’ a carico di ‘un sospettato di sesso maschile di 56 anni’: il rapporto, a tal proposito, ha menzionato ‘palpeggiamenti del fondoschiena senza il permesso’ della donna. Nessun nome e’ stato fatto in via ufficiale, ma l’imbarazzo nell’entourage della presidente ha fatto emergere l’identikit di Yoon, anche in riferimento alla corrispondenza dell’eta’.
Secondo i media di Seul, l’ex giornalista ha lasciato subito Washington, gia’ mercoledi’, saltando la tappa di Park a Los Angeles, ultima del viaggio di cinque giorni. La stampa Usa parla di nuovo caso Strauss-Khan (l’ex direttore dell’Fmi accusato di molestie), anche perche’ Yoon avrebbe lasciato l’hotel in fretta e furia, senza neanche prendere le valigie. In Corea del Sud, l’ex portavoce e’ stato interrogato dall’Ufficio del segretario anziano presidenziale per gli affari civili facendo perdere le tracce.
‘Quello che posso dire e’ che abbiamo segnalato il caso non appena abbiamo capito quanto successo e la presidente ha preso un provvedimento immediato. Collaboreremo con le indagini’, ha assicurato Lee, in una conferenza stampa dai toni surreali, non nascondendo l’amarezza per un caso che offusca ‘una visita considerata un grande successo’. Tutto a causa di ‘un comportamento inappropriato per un funzionario di alto livello, contrario alla dignita’ nazionale’. Yoon, per un po’, sara’ il il sudcoreano piu’ sotto i riflettori, piu’ del rapper Psy, che e’ stato fresco autore di un’applauditissima lectio magistralis ad Harvard.
































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