Cittadinanza per matrimonio, il Pd attacca: “Ancora troppi nodi da sciogliere, governo si muova”

Le deputate elette all’estero con il Pd Francesca La Marca e Angela Schirò: “In ballo c’è il futuro di tante coppie ‘miste’”

“L’attestazione della conoscenza dell’italiano al livello B1 del Quadro europeo della conoscenza delle lingue per coloro che presentino istanza di cittadinanza per matrimonio, introdotta con la legge di conversione del decreto Salvini sulla cosiddetta Sicurezza, continua a creare disagi e a sollevare proteste in ogni parte del mondo”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del Pd elette all’estero Francesca La Marca (Nord e Centro America) e Angela Schirò (Europa).

“Sono tante le coppie “miste” che dopo essersi dedicate a una lunga e delicata preparazione di documenti e avere affrontato spese che hanno pesato sul bilancio familiare vedono vanificati i loro sforzi e la loro speranza di condividere con il coniuge e con i figli la stessa cittadinanza.

Ancora una volta, per alimentare la diffidenza e lo spirito di esclusione verso gli stranieri provenienti da Paesi terzi, si spara nel mucchio e si colpiscono gli italiani all’estero. E nella maggioranza nessuno alza una voce, nemmeno quelli che avrebbero il dovere istituzionale di difendere gli italiani nel mondo”.

“Per questo – proseguono le deputate dem -, abbiamo presentato un question time rivolto al Ministro dell’interno e a quello degli Esteri per chiedere in via pregiudiziale la sospensione di questo iniquo provvedimento in vista di una più organica riforma della cittadinanza; in secondo luogo, per sciogliere una serie di quesiti relativi alle situazioni che all’improvviso sono cadute addosso agli interessati e, infine, per sollecitare una sistematica informazione sui luoghi, gli istituti e i tempi in cui l’attestazione di possesso dell’italiano possa essere ottenuta all’estero”.

“Vedremo cosa il Governo ci risponderà – concludono La Marca e Schirò -, ma intanto, a qualsiasi livello, non lasciamo soli e inascoltati coloro che vogliono condividere anche la loro condizione di cittadinanza per rafforzare e completare i loro legami familiari”.