Caro direttore,
giusto e sacrosanto è il Suo risentimento verso le istituzioni espresso nell’editoriale "Italiani all’estero, anno nuovo vita nuova: o no?". Il menefreghismo delle nostre istituzioni verso quel bene materiale, la casa, tanto caro agli italiani e che per ottenerlo non hanno lesinato fatiche e sacrifici, è da voltastomaco. Persino chi è stato costretto ad espatriare per trovare lavoro deve sottostare a questa iniqua e deplorevole tassa, sulla quale il governo, privo di idee e di onestà, spara una buffonata al giorno.
Purtroppo il basso livello dei nostri politici, il malcostume che imperversa anche presso le istituzioni, che rappresentano soltanto una fonte inesauribile di spesa e non qualcosa atto alle esigenze dei contribuenti, lo sporco gioco delle poltrone, delle tre carte ed il facciabronzismo sono ormai un "made in Italy" che difficilmente potrà essere contrastato e/o contraffatto.
Viviamo in balia di mezzecalzette che pensano solo ad interessi di bottega infischiandosene persino dell’imparzialità alla quale la Costituzione li richiama.
Ultima ciliegina, per oggi, sulla torta, è la puntata del giorno 8 gennaio di "la vita in ditretta" su RAI 1, nella quale con spocchiosa, arrogante e akkulturata malafede è stata messa in dubbio la "almeno presunta" innocenza dei due Marò. Nessun organo istituzionale si è indignato per questa puntata su una rete televisiva pagata dai contribuenti e nemmeno il capo dello Stato che è anche il Comandante Supremo delle FF.AA. Tutto serve per dare spettacolo e per raccattare qualche voto e forse anche qualche incarico. Sarà un puro caso ma l’ex ministro della difesa Di Paola, che tanto criticò Giulio Terzi, unico a rassegnare le dimissioni sul caso Marò, poichè "non bisogna abbandonare la nave", ha avuto e/o sta ricevendo un incarico di consulente in Finmeccanica, quella dittarella che ha in ballo con l’India una commessa di elicotteri. Non poteva mica avallare il gesto di Terzi, era necessario assecondare il modo di fare, anche se osceno, dell’India.
Ecco, caro Direttore, tornando al suo giusto risentimento, di cosa sono capaci i nostri politicanti: badano solo ad interessi personali e di bottega.
































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