Renato Schifani, presidente dei senatori del PdL, commentando il caso Berlusconi con il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, ha detto: “Ieri è stata un giornata estremamente difficile, dura e brutta sotto il profilo dell’etica politica e della stabilità politica. Siamo stati messi a dura prova. Oggi, grazie alla nostra ferma presa di posizione, il termometro è sceso di un grado ma di contro in noi aumenta la consapevolezza di dire agli italiani che non accetteremo provocazioni".
L’ex presidente del Senato ha sottolineato che "se costretti, se offesi, se dovessimo assistere al Berlusconicidio in diretta attraverso prove muscolari e prove di arroganza e dovessimo quindi non poter accettare una convivenza all’interno del Governo, saremmo forti e chiari con gli italiani nello spiegare che chi ha voluto la crisi se ne assuma la responsabilità ed è il Pd". "Questo -ha dichiarato Schifani- lo faremo in maniera chiara, senza se e senza e lo sapremo dire e fare in tutte le piazze e in tutte le case. Noi ci auguriamo che questo non avvenga ma – ha concluso il capogruppo del Pdl in Senato – siamo pronti a spiegare agli italiani che chi sta giocando con la vita del Paese è il Pd e non Silvio Berlusconi".
Intanto Cesare Damiano, Pd, spiega a Radio 24 la posizione del Pd in giunta per le elezioni: "Il Pd non retrocede dalla linea della saggezza. Le nostre scelte sono unitarie, chiare fin dall’inizio, abbiamo separato il destino di un uomo, pur importante, da quello del governo, il destino di una persona dai problemi del paese. Credo che il PdL stia tirando la corda, non spezzeranno la corda". "Ricattati? Non mi sento sotto ricatto, nel momento in cui la nostra posizione e’ chiara e non e’ stata influenzata dai pasdaran e dai falchi del centrodestra che non hanno perduto un’ora dell’ultimo periodo ad insultare il governo, il Pd, il nostro segretario, i nostri ministri – aggiunge -. Noi procediamo sulla nostra strada perche’ al primo posto mettiamo i problemi del paese, dalla cassa in deroga ai licenziati, alla correzione delle pensioni, alle tasse sul lavoro e sulle imprese". Per Damiano "la legge e’ chiara, lasciamo che coloro che stanno in giunta al Senato prendano le loro decisioni. Siamo compatti, compattissimi, la nostra e’ una posizione ragionevole e limpida".
































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