‘Yes She Cannes, il disperato caso di Manuela Mattei’: la recensione

Si dice che le cose veramente importanti, nella vita, le abbiamo sotto gli occhi ma non sempre le vediamo, sviati come siamo da miraggi e illusorie mete. È quello che scoprirà Manuela Mattei, la protagonista del primo romanzo di Giulia Narciso, un’autrice italiana residente all’estero da ben sedici anni.

I continui spostamenti della scrittrice e la sua lunga permanenza in Francia, le hanno permesso di studiare i diversi comportamenti degli abitanti dei Paesi in cui ha vissuto, ritraendoli, con un tocco del tutto personale, sulla tela del suo romanzo.

“Yes She Cannes, il disperato caso di Manuela Mattei” racconta le disavventure di una prossima quarantenne residente al Cannet, un paesino della Costa Azzurra situato a due chilometri dalla famosa città di Cannes e reso famoso dal celebre pittore post-impressionista Pierre Bonnard.

Manuela Mattei è un personaggio tragicomico a cui ci si affeziona mano mano che la lettura avanza e in cui ogni donna può rispecchiarsi. Di indole pettegola ed egocentrica e di aspetto insipido e trasandato, la donna, appena divorziata e mamma di una piccola, adorabile “sbruffoncella”, come lei stessa la definisce, si prefigge un obiettivo tanto impensabile quanto irraggiungibile: sedurre il più bel papà della scuola materna frequentata da sua figlia. Ma Jean-Edouard, che per la sua somiglianza all’attore Russel Crowe viene ribattezzato “il gladiatore”, è una chimera inafferrabile. Gli esemplari femminili che frequenta possiedono argomenti infallibili di cui Manuela non dispone: seni voluminosi, gambe chilometriche, fondoschiena voluttuosi.

Per attirare l’attenzione di Jean-Edourad, l’autrice si è divertita a farle succedere di tutto e di più, facendole attraversare tutti quegli stati d’animo che ogni donna innamorata conosce a memoria: la speranza, l’entusiasmo, l’ansia, la frustrazione, il dubbio, l’attesa, la gioia, la disillusione… Per non parlare della la ridda di personaggi che le danzeranno intorno e tra i quali non sarà facile districarsi, nel complicato gioco dei fraintendimenti, dei sottesi, degli equivoci, per infine capire chi è angelo e chi è, invece, diavolo.

Non vi sveliamo il finale ovviamente, ma crediamo che come noi vi divertirete a ritrovarla, verso gli ultimi capitoli, al commissariato parigino del Quai des Orfèvres di fonte alla squadra contro i reati a sfondo sessuale.

La scena dell’interrogatorio e della sua colpevolezza stampata in volto non vi lascerà indifferenti anche se in realtà, ancora una volta, si tratterà soltanto di un gigantesco equivoco.

Manuela Mattei rappresenta un po’ tutte le donne, le donne imbranate, le donne fatali, le donne sull’orlo di una crisi di nervi. La risposta italiana alla cara vecchia Bridget Jones con la quale può rivaleggiare per la taglia del suo straordinario fondoschiena.

Sullo scenario di una Costa Azzurra mondana “Yes She Cannes, il disperato caso di Manuela Mattei”, si presenta come un romanzo di sentimenti e di passioni, una storia spumeggiante, irriverente, ironica, passionale, erotica, piena di colpi di scena, che sa unire sapientemente leggerezza e profondità intrigando il lettore fino all’ultima pagina. Un  libro che è un inno alla vita e alla scoperta di se stessi. Una storia al femminile vivamente consigliata anche ad un pubblico maschile.

Disponibile in libreria e sui principali canali di acquisto on line nonché sul sito della casa editrice BETELGEUSE: http://www.betelgeuseeditore.it/it/catalogo/yes-she-cannes