Quando scrissi che non sapevo decidermi se essere contento che un film “italiano” come Gomorra vincesse un premio internazionale in Francia o mettermi a piangere per la rappresentazione della solita Italia della pizza e mandolino con i soliti colori della mafia, morti ed assassini, Maria Latella su La Stampa mi apostrofò come uno che vuole nascondere al di qua delle Alpi i nostri misfatti. Perfino il grande Tullio Kezich mi accusò sul Corriere di fare la solita retroguardia contro il neo-neorealismo d’oggidì. Cercai di spiegare che il film di Garrone, Gomorra, secondo me, con il neo-realismo non aveva assolutamente a che fare, essendo solo un film dove, tutto sommato, il vecchio potente mafioso vince sui giovani rampanti e quindi manca di un senso morale: nella descrizione dei personaggi si tende a glorificare il malavitoso che resta impresso come il vincente agli occhi dei giovani e degli spettatori locali…
Non è certo compito del cinema educare il popolo, ma esaltare addirittura la malavita come metodologia di vita di un popolo potrebbe essere quantomeno non supportato dagli organi culturali più influenti.
Oggi la saga continua: Mediaset con “L’onore ed il rispetto” e con “Baciamo le mani” perpetua questo tema lugubre di racconti imperniati su di una mentalità mafiosa per la quale, poi, all’estero continuano ad identificare l’italiano medio nel Padrino, tutto onore e rispetto a cui si baciano le mani… Anche se in questo caso la bontà e l’onestà del singolo cittadino vince, non è giusto che si continui ad essere comunque identificati nel mondo intero come una massa ancora governata dagli istinti tribali. Italiani, basta con violenze e soprusi: parlate di cose positive della civiltà, delle scoperte, della storia, della cultura che abbiamo donato al mondo, non solo della mafia! Mediaset, basta con l’autolesionismo!
































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