Con la proposta di legge firmata Gianni Farina (Pd), che il senatore Aldo Di Biagio (Ap) ha subito bollato come "irricevibile", è ripreso nei giorni scorsi il dibattito sul voto all’estero. Preferenze, sì o no? Voto per corrispondenza come unica opzione, oppure possibilità di votare nei seggi presso i consolati o persino – fantascienza! – con voto elettronico? E ancora, è giusto rivedere le ripartizioni della circoscrizione estero? Interrogativi leciti, che anzi è giusto porsi, visto che da troppo tempo è ormai chiaro a tutti che la cosiddetta legge Tremaglia, quella che appunto regola il voto degli italiani nel mondo, fa acqua da tutte le parti.
Eppure è strano che si parli di riforma del voto all’estero quando manca poco più di un anno alle prossime elezioni politiche. Il dubbio lo ha sollevato anche l’On. Marco Fedi, Pd, intervistato da ItaliaChiamaItalia: c’è davvero il tempo per portare a termine una riforma complessiva del voto estero? Il deputato residente in Australia ha lasciato in sospeso tale interrogativo, che però a noi è sembrato più una domanda retorica che altro: Fedi, che di certo non è l’ultimo arrivato, sa bene che andare a toccare il voto estero a questo punto della legislatura potrebbe rivelarsi una avventura inutile e rischiosa. E allora?
L’On. Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, sceglie ItaliaChiamaItalia per intervenire nel dibattito e dire la sua. Il deputato eletto in Sud America va subito al sodo: "Parlare ora di riforma della legge elettorale per gli italiani all’estero è una perdita di tempo – dice – e dimostra solo la debolezza di alcuni e la loro insicurezza per ciò che riguarda la loro rielezione”.
Secondo Merlo “ai nostri connazionali interessano cose molto più importanti: riaprire le ambasciate e i consolati, via l’Imu per tutti, più risorse alla lingua e alla cultura italiana, eliminare le file ai consolati”.
Dunque, niente riforma del voto all’estero? “Le riforme – risponde il presidente del MAIE – si fanno a inizio legislatura, non quando mancano 15 mesi al voto. In ogni caso, facciano pure come meglio credono: il MAIE vincerà comunque – assicura in conclusione il deputato, ostentando sicurezza -, in tutto il mondo, con qualunque legge elettorale”.
Di Biagio ha annunciato che nei prossimi giorni presenterà una sua proposta di legge per ciò che riguarda il voto dei connazionali residenti oltre confine. Vedremo. Certo è che, Merlo Fedi Farina e Di Biagio a parte, le voci raccolte da ItaliaChiamaItalia in certi palazzi romani parlano chiaro: nessuno, o quasi, ha voglia di andare a toccare adesso il voto all’estero. “Se riforma dovrà esserci, sarà all’inizio della prossima legislatura”, spiegano fonti parlamentari. E il governo, che ne pensa? "Ah ah ah ah…".
































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