Non è stato facile per i grillini oltre confine raccogliere le firme per presentare le proprie liste anche nella circoscrizione estero. Anzi, è stata “una fatica da cane” quella del Movimento 5 Stelle. Perché? Lo spiega lo stesso Beppe Grillo, leader del movimento: “avevamo tutti contro e anche i consoli non si facevano trovare", e per giunta "ti chiedevano documenti assurdi".
Per le liste all’estero, così come per quelle in Italia, “abbiamo faticato moltissimo: siamo gli unici che abbiamo raccolto firme sotto la pioggia. Non avevamo personaggi noti, non abbiamo giudici antimafia, non abbiamo campioni olimpionici… Tra i candidati abbiamo persone sconosciute, persone normali".
Il comico genovese, ormai sempre più politico, sta portando avanti per l’Italia il suo “Tsunami tour”, per raccogliere consensi in vista delle Politiche di febbraio. Durante la tappa a Latina, ha spiegato: “I nostri connazionali che sono andati all’estero a lavorare, ci stanno scrivendo e ci dicono che se veramente faremo le cose che stiamo facendo anche in Parlamento", una volta eletti. “Ci chiedono di mandare via quella gente che c’è adesso, allora torniamo tutti a casa". Grillo va avanti e picchia duro. E rinnova la minaccia di sempre, che ormai è più una promessa: “Ci vediamo in Parlamento”.
































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