In pieno svolgimento la campagna elettorale in vista del referendum sulla giustizia, in Italia come all’estero.
Tra le forze politiche che oltre confine si stanno muovendo di più, c’è sicuramente il Movimento Associativo Italiani all’Estero di Ricardo Merlo: dai vertici MAIE ai delegati di zona, tutto il network è operativo e sta lavorando alacremente, soprattutto a livello di comunicazione, per spiegare le ragioni del Sì ai connazionali.
“In gran parte dei Paesi sviluppati – dichiara il Vicepresidente MAIE Vincenzo Odoguardi – la separazione delle carriere tra giudice e pubblico ministero è già prevista. In Italia il confronto è aperto. Il tema è semplice: vogliamo una giustizia più equilibrata, più trasparente e più moderna. Informarsi è il primo passo”.
“Nel dettaglio – prosegue Odoguardi -, tra i Paesi della comunità europea, solo due non hanno la separazione delle carriere. Invece, hanno la separazione delle carriere Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone, Canada… Quasi tutti i paesi sviluppati. In Italia no: accusatore e giudice fanno parte della stessa carriera e si votano a vicenda per le cariche del Consiglio superiore della magistratura e non solo”.
Dunque, sottolinea il vicepresidente MAIE avviandosi alla conclusione, “noi del maie non vogliamo essere giuristi: si tratta di capire se effettivamente vogliamo una giustizia più equilibrata, più efficiente, più garantista. Noi votiamo sì”.






























