Gentile Dott. Dragoni,
ho ascoltato con attenzione le sue dichiarazioni sugli italiani residenti all’estero.
Le scrivo con spirito costruttivo e con rispetto, ma anche con la responsabilità di rappresentare milioni di connazionali che ogni giorno contribuiscono concretamente alla crescita dell’Italia.
Gli italiani nel mondo non sono un corpo estraneo. Sono una risorsa strategica.
• Ogni anno inviano e investono miliardi di euro in Italia.
• Acquistano prodotti Made in Italy e promuovono le nostre eccellenze nei mercati internazionali.
• Costruiscono case in Italia con il frutto del lavoro svolto all’estero.
• Trascorrono le vacanze nel nostro Paese, alimentando il turismo interno.
• Contribuiscono alla reputazione internazionale dell’Italia in ambito economico, culturale e scientifico.
Molti italiani all’estero hanno livelli di istruzione elevati: oltre il 90% parla almeno due lingue e più della metà ne parla tre. Vivendo fuori dai confini nazionali, sviluppano una conoscenza diretta dei sistemi politici, economici e geopolitici di altri Paesi.
Non sono cittadini di serie B.
Sono italiani che hanno avuto il coraggio di partire, lavorare, costruire, spesso in condizioni difficili.
Il diritto di voto non è una concessione: è un diritto costituzionale.
Metterlo in discussione significa mettere in discussione un principio fondante della Repubblica.
Se esistono criticità nel sistema elettorale estero, si migliorano con riforme e controlli più efficaci, non delegittimando milioni di persone oneste.
Gli italiani nel mondo non “rompono i coglioni”. Portano prestigio, competenze e risorse all’Italia.
Resto disponibile a un confronto pubblico, civile e basato su dati reali, perché il dibattito democratico è sempre un valore.
Con cordialità,
Massimo Romagnoli
Responsabile Italiani nel Mondo per Alternativa Popolare





























