L’Italia può diventare un attore centrale nei futuri processi di sviluppo economico del Venezuela, ma solo a determinate condizioni.
È questa la riflessione di Alvaro Peressutti, presidente della Camera di Commercio Italo-Venezuelana, che in un intervento pubblicato su Il Sole 24 Ore analizza prospettive e criticità di un possibile rilancio del Paese sudamericano, duramente colpito negli ultimi anni da una profonda crisi economica, sociale e istituzionale.
Secondo Peressutti, prima di immaginare un coinvolgimento strutturato delle imprese italiane sarà necessario attendere “un periodo utile ad avere un quadro più chiaro e definito della realtà del Paese”, sia sul piano politico sia su quello della sicurezza sociale.
Un passaggio imprescindibile, a suo avviso, riguarda anche la definizione di un nuovo assetto legislativo capace di garantire certezze giuridiche, tutela degli investimenti e protezione degli interessi delle aziende straniere intenzionate a operare in Venezuela.
In questo contesto, l’Italia potrebbe giocare un ruolo di primo piano, soprattutto nei processi di ricostruzione delle infrastrutture e nel rilancio del tessuto produttivo.
«Sono convinto che il sistema Italia possa contribuire in maniera significativa allo sviluppo economico del Venezuela», sottolinea Peressutti, richiamando il valore delle competenze industriali, tecnologiche e imprenditoriali italiane.
Un altro elemento chiave riguarda il capitale umano. Il nuovo scenario economico e sociale, se accompagnato da stabilità e riforme, potrebbe favorire il ritorno in patria di molte professionalità che negli ultimi anni hanno lasciato il Paese. Un patrimonio di competenze che rappresenterebbe una risorsa fondamentale per la ricostruzione nazionale e per la modernizzazione dei settori strategici.
Dal punto di vista industriale, Peressutti evidenzia come il Venezuela disponga ancora di ampi margini di crescita: l’industria locale, infatti, utilizza solo una parte delle proprie capacità operative. Esiste, inoltre, un forte interesse da parte degli imprenditori venezuelani ad acquisire nuove tecnologie e macchinari, indispensabili per aumentare la produttività, soddisfare la domanda interna e ridurre la dipendenza dalle importazioni. Un ambito nel quale le imprese italiane, forti di un know-how riconosciuto a livello internazionale, potrebbero inserirsi con efficacia.
Le parole di Peressutti delineano una prospettiva realistica ma allo stesso tempo carica di opportunità: il futuro del Venezuela passa dalla stabilità politica, dalla sicurezza e da regole chiare, ma anche dalla capacità di attrarre investimenti di qualità. In questo percorso, l’Italia può essere un partner credibile e strategico, a patto di muoversi con visione, prudenza e senso di responsabilità.
La ricostruzione di un Paese non è solo una sfida economica, ma anche un investimento sul dialogo internazionale, sulle competenze e su una cooperazione che metta al centro sviluppo, lavoro e dignità sociale.































