Nessun cittadino italiano figura tra le 131 persone alle quali sono stati concessi gli arresti domiciliari in Venezuela nell’ambito dei recenti colloqui tra il governo e l’opposizione.
La notizia riaccende l’angoscia delle famiglie degli italo-venezuelani ancora detenuti nelle carceri venezuelane, che da tempo chiedono maggiore attenzione da parte delle istituzioni italiane e un intervento più deciso della diplomazia.
A sollevare nuovamente il caso è Fabio Porta (PD), che sottolinea come l’assenza di cittadini italiani dall’elenco delle persone liberate rappresenti un ulteriore motivo di preoccupazione per le famiglie dei connazionali detenuti.
“Nessun italiano tra i 131 liberati”
Secondo quanto denunciato dal parlamentare, nelle ultime liberazioni non ci sarebbe stato alcun cittadino italiano tra le persone alle quali sono stati concessi gli arresti domiciliari.
I familiari degli italo-venezuelani detenuti avrebbero inoltre segnalato l’assenza di rappresentanti dei consolati italiani all’uscita delle carceri, evidenziando una situazione che, a loro giudizio, contrasta con quanto avvenuto per cittadini di altri Paesi europei.
Una circostanza che alimenta ulteriormente il senso di abbandono vissuto dalle famiglie, già da tempo impegnate nel tentativo di mantenere alta l’attenzione sulla situazione dei propri cari.
L’appello delle famiglie: “Fino a quando l’Italia sarà così prudente?”
“Fino a quando l’Italia sarà così prudente nell’agire?”. È questa, secondo Porta, la domanda che le famiglie dei detenuti italiani continuano a rivolgere alle istituzioni.
Una richiesta che il deputato considera legittima, soprattutto alla luce delle recenti liberazioni e delle difficoltà incontrate negli ultimi anni nella gestione della vicenda.
Porta riferisce inoltre di aver incontrato nelle scorse settimane alcuni familiari degli italiani detenuti in Venezuela, ai quali avrebbe assicurato il proprio impegno per continuare a sensibilizzare le istituzioni italiane.
“Serve una delegazione parlamentare in Venezuela”
Il parlamentare annuncia quindi l’intenzione di sollecitare nuovamente l’invio di una delegazione parlamentare in Venezuela, con particolare attenzione alla situazione degli italo-venezuelani ancora detenuti.
La priorità, sottolinea Porta, deve essere quella di fare chiarezza sulle condizioni dei connazionali e mantenere aperto il canale istituzionale per arrivare alla loro liberazione.
Particolarmente preoccupante è la situazione di alcuni detenuti dei quali, secondo quanto riferito dal deputato, da settimane non si hanno informazioni sulle condizioni di salute e sulla loro situazione personale.
La vicenda dei cittadini italo-venezuelani detenuti torna così al centro del dibattito politico e diplomatico. Per le loro famiglie, ogni nuova lista di persone liberate rappresenta inevitabilmente una speranza, ma anche la dolorosa constatazione che i loro cari continuano a rimanere in carcere.
Il tema resta dunque aperto e l’appello rivolto alle istituzioni italiane è chiaro: non dimenticare i connazionali detenuti in Venezuela e rafforzare ogni iniziativa diplomatica e parlamentare utile a ottenere la loro liberazione.




























