Restano gravi le condizioni di Nicola Maggiotto, il 21enne di Asolo, nel Trevigiano, aggredito la sera del 12 agosto a Barcellona e attualmente ricoverato in terapia intensiva, mantenuto in coma farmacologico a seguito delle lesioni cerebrali riportate.
La dinamica dell’aggressione non è ancora stata chiarita e le autorità catalane proseguono gli accertamenti per individuare i responsabili. Il giovane si trovava in vacanza a Barcellona insieme a otto amici quando, secondo la ricostruzione fornita dai ragazzi, sarebbe stato aggredito all’uscita di un locale.
Nuovo sopralluogo della polizia catalana
Nelle ultime ore i Mossos d’Esquadra hanno effettuato un nuovo sopralluogo nell’area del beach club SeaSea, nella zona portuale di Barcellona, dove sarebbe iniziata la vicenda.
Due specialiste della Scientifica hanno effettuato numerosi rilievi fotografici nei pressi del locale e nelle aree circostanti, mentre gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le immagini delle telecamere di sicurezza.
I responsabili del locale hanno confermato di aver consegnato alla polizia i filmati disponibili. Gli investigatori avrebbero inoltre visionato le immagini provenienti dalle telecamere presenti nella zona portuale.
La ricostruzione resta tuttavia complessa. Una responsabile del beach club ha spiegato che quella sera nel locale erano presenti centinaia di giovani, in larga parte italiani e francesi, oltre ad alcuni britannici e spagnoli. Il personale, secondo quanto riferito, non avrebbe assistito direttamente a quanto accaduto all’esterno.
La dinamica resta da chiarire
Secondo quanto raccontato dagli amici di Nicola nelle prime ore successive all’aggressione, il gruppo italiano sarebbe stato avvicinato da una dozzina di giovani di lingua spagnola all’esterno del locale. Nicola, che si era momentaneamente allontanato insieme a un amico, sarebbe stato colpito violentemente alla nuca, perdendo i sensi.
Quando gli altri componenti della comitiva sono intervenuti per soccorrere i due ragazzi, sarebbe scoppiata una rissa. Gli aggressori si sarebbero poi allontanati prima dell’arrivo della polizia e dei soccorritori.
Un altro giovane italiano è rimasto ferito al volto nel tentativo di difendere Nicola ed è stato successivamente dimesso dall’ospedale.
Al momento, comunque, non è stata accertata una motivazione precisa dell’aggressione. Secondo le informazioni disponibili, agli italiani non sarebbero stati sottratti denaro o altri oggetti personali, elemento che rende meno probabile l’ipotesi di una rapina.
La famiglia attende notizie sulle condizioni di Nicola
A Barcellona sono arrivati i genitori del giovane, che continuano a rimanere al suo fianco in ospedale.
Il padre, Daniele Maggiotto, ha riferito che i medici continuano a sottolineare la necessità di attendere prima di poter avere un quadro attendibile delle condizioni del figlio. La prognosi resta riservata.
Il Consolato generale d’Italia a Barcellona segue la situazione e ha mantenuto contatti costanti con la famiglia e con la struttura sanitaria che sta assistendo il ragazzo. Anche l’altro connazionale ferito ha ricevuto assistenza consolare.
L’attesa della comunità italiana
Mentre gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire con precisione quanto accaduto e identificare i responsabili, ad Asolo e nel Trevigiano cresce l’attenzione per le condizioni del giovane.
La priorità, ora, è una sola: che Nicola possa superare questa drammatica fase e tornare a casa.
Le indagini dei Mossos d’Esquadra proseguono. L’auspicio della famiglia e di tutta la comunità italiana è che le immagini raccolte e le testimonianze possano contribuire rapidamente a fare piena luce sull’aggressione e sulle responsabilità.






























