L’incubo del 77enne imprenditore italiano Luigi Gasperin si è concluso con la sua liberazione dal carcere in Venezuela, dopo oltre cinque mesi di detenzione.
L’ordine di scarcerazione, già emesso nei giorni scorsi ma appesantito da ritardi burocratici, è stato finalmente reso esecutivo, consentendo a Gasperin di raggiungere l’ambasciata italiana a Caracas.
Secondo la Farnesina, Gasperin – provato fisicamente ma in condizioni stabili – ha dichiarato l’intenzione di rimanere in Venezuela e tornare a Maturín, dove si trova la sua azienda Tecnica Petrolera Wlp, per seguire direttamente i propri dipendenti e gli impegni lavorativi, rifiutando un rientro immediato in Italia.
L’imprenditore era stato arrestato il 7 agosto 2025 con l’accusa di detenzione e uso di materiale esplosivo nell’ambito della sua attività di perforazione di pozzi petroliferi, contestazione sempre respinta dalla sua famiglia e dai legali.
La liberazione di Gasperin arriva in un contesto in cui Caracas ha iniziato a rilasciare alcuni detenuti, italiani e stranieri, dopo mesi di detenzione, segnalando un possibile cambiamento politico e diplomatico nel paese sudamericano.
La decisione di restare in Venezuela, motivata dalla volontà di Gasperin di proteggere e sostenere i suoi lavoratori, è stata confermata anche dalla figlia Claudia, che ha sottolineato come l’imprenditore voglia prima adempiere ai suoi doveri professionali e poi valutare un eventuale ritorno in Italia.
La situazione rimane comunque complessa per altri connazionali: nonostante alcuni rilasci, restano ancora cittadini italo-venezuelani detenuti nel paese, e la diplomazia italiana continua a lavorare per ottenere ulteriori liberazioni.































