La comunità di Sant’Egidio ha accolto con grande gioia la notizia della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, sottolineando che si tratta di un momento di sollievo non solo per le loro famiglie, ma per tutti coloro che si sono impegnati per il loro ritorno in Italia.
Secondo Gianni La Bella, docente di storia contemporanea ed esperto di America Latina che ha seguito molte delle mediazioni della comunità, la liberazione di Trentini e Burlò arriva in un momento in cui anche altri italiani detenuti in Venezuela aspettano di essere liberati.
La Bella ha ricordato che ci sono ancora tra venti e venticinque cittadini italiani e italo-venezuelani nelle carceri, alcuni senza accuse, altri senza processo, e altri ancora condannati con accuse legate a reati politici, spesso difficili da comprendere o giustificare.
La comunità ha evidenziato il ruolo significativo della Chiesa locale venezuelana nel facilitare questa fase di transizione, grazie anche alle modifiche nelle figure chiave delle istituzioni, come il cambio alla direzione del Sebin, il servizio di intelligence che gestisce anche il sistema carcerario venezuelano.
Secondo La Bella, la recente evoluzione politica con la presidenza di Delcy Rodriguez ha offerto segnali di speranza per un processo più ampio di liberazione, con l’obiettivo di chiudere la lunga pagina delle detenzioni illegittime, favorire un clima di maggiore equilibrio interno e contribuire a far sì che la popolazione venezuelana possa restare nel proprio Paese in condizioni di maggiore serenità.
La liberazione di Trentini e Burlò è parte di un più ampio quadro di rilascio di prigionieri politici deciso dalle autorità venezuelane nei giorni scorsi, iniziato con la scarcerazione di altri connazionali e ora esteso anche a questi due italiani che da mesi si trovavano nelle carceri di Caracas. La notizia è stata confermata dalle autorità italiane, che hanno accolto con soddisfazione i risultati della cooperazione diplomatica internazionale tra Italia e Venezuela, e un aereo è già partito per riportarli a casa.
Questa vicenda mostra quanto sia importante la perseveranza, la cooperazione e il dialogo nelle situazioni più difficili. Anche quando le strade sembrano complicate, è possibile ottenere risultati se si lavora insieme, con impegno e rispetto per la dignità umana. La liberazione di Trentini e Burlò è un segnale che la libertà resta un valore fondamentale da perseguire sempre, e ci ricorda che essere uniti e dalla stessa parte quando si tratta di difendere la libertà è ciò che davvero conta, perché nessuno deve essere lasciato indietro mentre si tenta di ottenere giustizia e rispetto per i diritti umani.































