VIDEO | “Abbiamo messo noi la persona che indaga sulla Lega”: Sottosegretario Durigon nella bufera, il caso arriva in Parlamento

In una conversazione videoregistrata, Durigon afferma di non avere timore delle inchieste giudiziarie che riguardano la Lega perche' "l'uomo della Guardia di finanza che fa le indagini e' stato messo da noi”. Scoppia il caso, c’è chi chiede le dimissioni del Sottosegretario. Pronta una mozione di revoca del mandato

Dopo la pubblicazione dell’inchiesta di Fanpage, Claudio Durigon, Sottosegretario all’Economia, si dice tranquillo. “Stiamo lavorando sul dl Sostegni”. Risponde così, in Senato, a chi gli chiede un commento sulle accuse sollevate nei suoi confronti.

“Stiamo lavorando sul dl Sostegni, posso dire che siamo a buon punto, lunedi’ avremo sicuramente una giornata impegnativa su quelle che potranno essere le varie approvazioni. E’ un bel lavoro, e porteremo a compimento secondo me quella che e’ la prima fase del Sostegni 1 e poi faremo il Sostegni 2”. Nessun altro commento sulla vicenda che lo vede al centro dell’attenzione. Ha però fatto sapere che il suo avvocato ha già presentato una decina di querele per diffamazione.

Intanto la maggioranza si spacca al suo interno. Secondo alcune voci di Palazzo, c’è chi sarebbe già pronto a presentare un documento di sfiducia, tecnicamente una mozione di revoca, nei confronti del Sottosegretario, a cui viene chiesto da più parti un passo indietro.

In una conversazione videoregistrata, Durigon afferma di non avere timore delle inchieste giudiziarie che riguardano la Lega perche’ “l’uomo della Guardia di finanza che fa le indagini e’ stato messo da noi”. Parole gravissime, “perche’ possono far sorgere il dubbio che ci possano essere uomini o donne della Guardia di finanza asserviti a interessi di parte di una determinata forza politica”, è il ragionamento di Eugenio Saitta, deputato M5S.

Una posizione anticipata da Andrea Colletti di Alternativa C’e’. “Da Durigon sono arrivate parole inquietanti e gravissime. Presentero’ un’interrogazione affinche’ il ministro dell’Economia venga al piu’ presto a riferire in parlamento sull’operato del suo sottosegretario e una al ministro della giustizia Cartabia sullo sviluppo delle indagini che riguardano il partito di Matteo Salvini. In ogni caso Durigon dovrebbe dimettersi”.

Edoardo Ziello, leghista, ha accusato il MoVimento 5 Stelle di voler “trasformare l’aula in un tribunale. Siamo sempre garantisti e queste sono soltanto inchieste giornalistiche e, da un punto di vista giudiziario, non c’e’ niente.

L’INCHIESTA

Prima di entrare a Montecitorio Durigon aveva fatto carriera all’interno del sindacato Ugl, dove era arrivato a ricoprire la carica di vicesegretario. L’inchiesta di Fanpage.it – contro cui il legale del sottosegretario ha presentato 10 querele – riferisce di alcune presunte irregolarita’ all’interno del sindacato tradizionalmente vicino alla destra. Sul sito, viene pubblicato un video con diverse testimonianze anonime di persone con volto coperto e voce distorta.

In particolare si sostiene che l’Ugl dichiara di poter contare su quasi due milioni di iscritti, mentre in realta’ sarebbe un sindacato con poche migliaia di deleghe. A denunciarlo a Fanpage.it sono alcuni tesserati.

“Mentre la procura di Genova bloccava i conti del Carroccio in seguito all’inchiesta sui 49 milioni – si legge nella sintesi pubblicata dal giornale on-line – e’ proprio Durigon a suggellare l’alleanza con la Lega di Matteo Salvini”. “E’ lui – prosegue il sito – che corre in soccorso del partito in crisi economica mettendo a disposizione della Lega la sede e lo staff del sindacato. E’ grazie alla discesa in campo del sindacalista che si e’ fatto onorevole che la Lega costruisce la sua roccaforte nel Lazio. Un’operazione partita dalla provincia di Latina, la citta’ natale di Durigon. Delle fonti coperte – prosegue Fanpage.it – rivelano i legami del sottosegretario nella provincia pontina gia’ investita da numerose inchieste dell’antimafia per infiltrazioni mafiose nella politica. Ma le indagini dei pm – conclude Fanpage.it – non sembrano preoccupare il sottosegretario che ha rivendicato di essere stato lui, insieme al suo partito, ad aver nominato il generale della Guardia di finanza che sta indagando sulla Lega di Matteo Salvini”.