Tav, Esposito (PD): “Voto in Piemonte vale più di un referendum”

“Evidentemente Toninelli è rimasto chiuso da qualche parte durante la campagna elettorale, se dice che per lui non cambia nulla; non so neanche se farà ancora il ministro tra qualche settimana”

Stefano Esposito (PD), parlando a Radio Cusano Campus, sul Tav ha detto: “Non so se al M5S porti tanto bene continuare questa inutile battaglia sul no alla Tav. Salvini dice che le elezioni in Piemonte e quelle europee valgono come un referendum, in realtà sono molto di più di un referendum, è un voto politico e se guardiamo a tutte le forze che sostengono la Torino-Lione c’è anche un 30% del Pd a Torino. Inoltre c’è il risultato in Val di Susa. Ricordo che il comune di Susa che era governato da un sindaco no-tav è passato di mano ad un sindaco sì-tav. Toninelli? Evidentemente è rimasto chiuso da qualche parte per tutta la campagna elettorale. Non so come faccia a dire che non cambia nulla, evidentemente per loro la democrazia è una variabile. Siccome non è una variabile per noi, fossi in loro mi concentrerei su altri argomenti. Per poter dire “la Tav non si farà più” bisogna passare da un voto parlamentare. E al di là dei 5 Stelle e di qualche voto della pseudo sinistra che ha 7-8 parlamentari, tutto il resto del parlamento è favorevole alla Tav. Quindi do un consiglio a Salvini: se i 5 Stelle insistono a dire no, porti in Parlamento il decreto per chiudere i finanziamenti e tracciare l’accordo con la Francia. Se la Lega voterà con le altre forze favorevoli alla Tav, i 5 Stelle se ne faranno una ragione. Il vero tema è capire se questo governo è in condizioni di governare. Per andare avanti andrà avanti, perché i 5 Stelle non si possono permettere di andare oggi alle elezioni. Avendo fatto il parlamentare, garantisco che l’istinto di sopravvivenza dei parlamentari è molto alto. Quindi non credo cadrà il governo, ma devono governare. Ieri si è chiusa la prima fase dei bandi, fra 2-3 mesi bisognerà far partire il vero e proprio appalto quindi cosa faranno? La meneranno per altri 2-3 mesi o assumeranno una decisione? E non so neanche se Toninelli farà ancora il ministro tra qualche settimana. Potrebbe essere il suo canto del cigno e capisco che lo faccia. Non darei troppo peso alle affermazioni di Toninelli”.

I movimenti no-tav annunciano resistenza contro Salvini. “Quelli che utilizzano queste affermazioni sulla resistenza sono pochi appartenenti ai centri sociali che hanno più che altro nel loro dna fare manifestazioni per sfasciare tutto. Vi pare normale che un movimento no-tav, che pensa di essere egemone e non riesce a tenere neanche i comuni di Susa e di Chiomonte, possa dichiarare che farà resistenza? Loro manifesteranno le loro opinioni, ma per fortuna c’è una democrazia che va oltre. Oppure stanno minacciando azioni violente come nel loro stile e nelle loro abitudini. Io la resistenza civile la rispetto, quella incivile la combatto”.

Di Maio mette ai voti le sue dimissioni su Rousseau. “Penso al Di Maio che di fronte alle sconfitte elettorali del PD spiegava a noi che dovevamo far dimettere il segretario e adesso lui, di fronte a una sconfitta di queste dimensioni, prova ad affidarsi a un voto taroccato su Rousseau –ha affermato Esposito-. Il voto di Rousseau nessuno è in grado di controllarlo. Nessuno di noi sa chi vota, chi non vota, come viene gestito il voto. E’ una forma di democrazia che non credo sia particolarmente trasparente. E comunque, per quanta gente potrebbe votare su quella piattaforma, saranno sempre lo 0,0 di quello che è stato il voto per le europee e per le amministrative in Piemonte. Di Maio, visti i problemi interni che ha, non dovrebbe fare queste sceneggiate. E’ una cosa un po’ ridicola. Questo Paese che ha costruito faticosamente la propria democrazia uscendo dalla Seconda Guerra Mondiale, penso meriti qualcosa in più che un voto sul destino di un vicepremier su una piattaforma di cui nessuno conosce la gestione. Dopodichè il M5S faccia quello che gli pare, ma non faccia perdere tempo all’Italia perché mentre loro litigano lo spread sale, i problemi restano dove sono. Si assumano qualche responsabilità e vadano in Parlamento”.