Ne’ la cava di inerti di via della Selvotta, ne’ quella in via Laurentina, ne’ quella di Tor Tignosa e nemmeno il sito di proprieta’ dell’avvocato Cerroni alla Solforatella. Non sorgera’ li’ la discarica che raccogliera’ l’eredita’ di Malagrotta e che accogliera’ i rifiuti trattati della Capitale. Il tavolo tecnico coordinato dal commissario, Goffredo Sottile, e che oggi si e’ riunito per oltre due ore, ha verificato che le ipotesi valutate approfonditamente nei giorni scorsi non sono adeguate all’esigenza di realizzare in quei luoghi quel tipo di impianto di smaltimento. Infatti, nell’area Laurentina-Santa Palomba (che accomuna tutti i siti menzionati), oltre al ‘problema’ del cosiddetto vincolo Bondi che tutela l’ambito meridionale dell’agro romano c’e’ soprattutto quello legato alla falda acquifera che, secondo alcuni dati arrivati dalla regione Lazio, tende a crescere nel corso dell’anno e questo basta a impedire in quei territori il progetto discarica. Perche’ il serio rischio sarebbe quello di ritrovarsi a che fare con i rifiuti che galleggiano. In piu’ per quanto riguarda la cava di pozzolana di Tor Tignosa (Santa Palomba) e il sito della Solforatella, come gia’ emerso nei mesi passati, qui c’e’ anche la problematica relativa alla presenza di zolfo sotto il terreno. Insomma, solfatare sotterranee che se mai si manifestassero in superficie "sparerebbero" l’immondizia verso l’alto a mo’ di geyser.
Ecco allora che, secondo quanto si apprende in queste ore, l’attenzione dei tecnici di Regione, Comune e Provincia si e’ concentrata fortemente su un altro sito presente nella lista dei dieci (tra cave di inerti e discariche gia’ autorizzate), gia’ esaminato in precedenza e che adesso riprende quota fortemente. L’ambito di riferimento e’ sempre Roma Sud. Si tratta di una discarica di proprieta’ della Ecofer Ambiente, gia’ autorizzata dalla Regione e situata in via Ardeatina, dove vengono smaltiti rifiuti pericolosi, in particolare il ‘fluff’, cioe’ la parte non ferrosa delle carcasse d’auto rottamate e sottoposte a frantumazione.
Al momento e’ questa l’ipotesi piu’ probabile che entro una settimana Sottile dovra’ sottoporre al ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, come previsto dal decreto di un mese fa che pero’ ancora non e’ stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale e quindi al momento non e’ in vigore. Nel frattempo, prosegue il lavoro di Ama per portare fuori dalla citta’ i rifiuti trattati dall’1 ottobre (quando sara’ scaduta la proroga di Malagrotta) in poi. Entro mercoledi’ prossimo la municipalizzata lancera’ il bando ordinario per l’esportazione dei rifiuti fuori dal Lazio e/o dall’Italia. La sua durata sara’ di un anno e potra’ essere rinnovato. Al momento non e’ stata definita la base d’asta del bando ne’ e’ chiaro quante saranno le tonnellate coinvolte. Questa gara vedra’ i suoi esiti dopo circa sei mesi, pertanto si sta valutando la possibilita’ di indire un’altra gara, questa volta ristretta a pochi soggetti (3/5), per assicurare il trasporto dei rifiuti nel periodo che intercorre tra la chiusura di Malagrotta e l’assegnazione del bando ‘ordinario’.
































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