Esci per una pizza e ti rapinano con una botta in testa. Fai un giretto nella Avenida Alemania (cioè non su una stradina di campagna sperduta tra gli alberi) e ti buttano a terra per strapparti la borsa, il portamonete, l’ombrello, gli occhiali da sole, la collana della nonna o (è capitato anche questo) le infradito.
Troppo pericoloso fare due passi sulla playa di sera sotto la luna e avere uno scooter è una provocazione che può costare molto cara.
L’ultima trovata è l’intrusione notturna con l’aiuto della chimica: attraverso le finestre si spruzza all’interno uno spray narcotizzante, quindi si fruga la casa con tutta calma.
Se poi di notte lasci la macchina in strada, la mattina dopo non parte: si sono fregati la batteria per ascoltare la radio o accendere una lampadina.
E, a proposito di corrente, occhio alla bolletta. Potreste scoprire di essere allacciati a qualcuno che, col vostro contatore, sta facendo funzionare il frigorifero, il congelatore, il transistor, il televisore, il boiler.
Nel caos generale si vocifera pure di falsi agenti della Migración che esibiscono uniformi insospettabili e chiedono soldi.
Inutile dire dei trucchi, artifici e astuzie che bisogna inventarsi per andare al bancomat o direttamente in banca. E circolare col cellulare in mano (o peggio col tablet) è roba da incoscienti.
Diciamo le cose come stanno, anche se con qualche scrupolo e prendendo le distanze da illazioni o possibili accuse di fanatismo discriminatorio: qui a Bavaro i ladroni sono quasi sempre haitiani.
Per una volta diciamolo, bello chiaro e forte, senza voler buttare croci addosso a nessuno ma anche senza paura di scontrarsi con buonismi ipocriti: gli haitiani bravi e onesti ci sono, ma per lo meno qui da noi sono pochi. La maggioranza è analfabeta, ignorante, rozza, violenta e bruta. Anche arrogante e permalosa. E furbissima nell’eludere la polizia.
Questo è lo scenario, senza esagerazioni ma senza sconti, per chi oggi vive nella Perla del Caribe.
Ogni notte un terno al lotto, sirene della polizia in ogni momento, cellulari della forza pubblica e della Migración sempre in servizio; ogni movimento e ogni spostamento un rischio più o meno calcolato.
La Perla dei Caraibi ha un tarlo: l’alto tasso di criminalità. Niente sicurezza né di notte né di giorno, nonostante ci siano diversi dipartimenti di polizia efficienti, ciascuno con le sue competenze.
Per citare i più importanti:
La Policía Municipal (divise con polo azzurra e logo giallo sul petto, comandante Felipe Astacio Sosa, uomo gentile ma determinato) è il corpo specializzato indipendente del Ministero della Difesa dedicato alla protezione dei turisti nelle zone alberghiere e in quelle escursionistiche.
La Policía Nacional (divisa blu navy con applicazione del motto “Proteger y Servir”) gestisce la sicurezza pubblica pattugliando le aree urbane e commerciali. Il nuovo comandante in capo, nominato di recente dal presidente Abinader nel febbraio di quest’anno, è il maggiore generale Andrés Modesto Cruz Cruz, uomo con un’ampia esperienza di funzioni strategiche.
La Politur (divise blu marino e camicia bianca, bandierina sulla manica), organismo coordinato col Ministero del Turismo con l’incarico di garantire protezione e orientamento, ha come comandante in capo il generale di brigata Minoru Matsunaga Matsunaga, quasi un eroe della sicurezza civile; subdirettore aggiunto il colonnello Juan Pascual Deschamps, altro militare di carriera tra i meglio preparati, destinato a Bavaro al principio di quest’anno come rinforzo speciale.
In aggiunta, a fine 2024 è stata inaugurata la sede di Bavaro della Digesett, la polizia per la Sicurezza di Transito e Trasporti (divisa cachi con banda gialla sui pantaloni): una squadra speciale di agenti disseminati nei punti nevralgici per coordinare il traffico stradale, comandata dal generale Pascual Cruz Méndez.
Tutta gente che non dorme. In un Paese di dieci milioni di abitanti, non è poco.
Ma per fare il Paradiso pare che non basti.
E non bastano un sacco di altre cose, naturali e non. Bavaro non ha un giardino pubblico, un’area verde, un parque aperto a tutti, per piccolo che possa essere. Non ha quasi più sbocchi al mare (due o tre su quaranta chilometri di spiaggia: gli hotel si sono accaparrati tutto). Sargassi sempre più invadenti in tutte le stagioni per il cambiamento del clima. La speculazione edilizia rade al suolo la natura senza rimorsi. E da qualche anno è sempre più vicina la rotta dei cicloni. Fate voi.
Ma adesso che abbiamo detto la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità, cerchiamo anche di non essere catastrofici. Mai disperare.
“Facciamo turni di guardia che coprono le ventiquattr’ore. E stiamo escogitando continui espedienti nuovi per frenare l’immigrazione illegale da Haiti, che si compone prevalentemente di malavitosi in cerca di fortuna”, commenta uno degli ufficiali addetti alle pattuglie stradali.
Incalza Abinader nel discorso annuale di rendiconto del Día de la Independencia (27 de febrero): la sicurezza è tra le priorità del governo. E fa sapere che, al di là della percezione del pubblico, ultimamente sarebbe leggermente diminuita la criminalità, in calo pure i furti. Questo, ha dichiarato il presidente, grazie al proseguimento costante dell’impegno per la riforma della polizia e la modernizzazione della giustizia. Staremo a vedere.
Tra le riforme per controllare la situazione, la nuova Cédula de Identificación, intelligente e non falsificabile (dicono), che farà decadere quella in vigore e permetterà il riconoscimento immediato degli imboscati para-legali.
I lati buoni, insomma, non sono andati del tutto in malora; i dominicani sono sempre brava gente, allegra e accogliente, merengue e bachata rumorosi e intriganti come al solito, il sancocho (lo stufatino criollo pieno zeppo di radici prelibate) comunque da leccarsi i baffi.
Con un po’ di impegno il futuro può tornare a sorridere. Pensare positivo, tenere gli occhi aperti e non dimenticare che, in fin dei conti, si Dios quiere, da queste parti il cielo è ancora abbastanza blu.































