“Il dato europeo del referendum sulla giustizia, dove il No ha prevalso a differenza di quanto accaduto in gran parte del resto del mondo, non sorprende. L’Europa è da sempre l’area più vicina all’Italia, non solo geograficamente ma anche politicamente. Ed è proprio qui che i nostri connazionali subiscono maggiormente l’influenza della propaganda di certa televisione e di una parte della stampa, esattamente come accade in patria”.
Lo dichiara Massimo Romagnoli, responsabile Italiani nel mondo per Alternativa Popolare, commentando l’esito del voto all’estero in occasione del referendum sulla giustizia.
“Tuttavia – prosegue Romagnoli – il risultato europeo racconta anche un’altra verità che qualcuno, a sinistra, farebbe bene a non sottovalutare: il No ha vinto in Svizzera con appena il 50,85%. Un margine minimo. Questo significa che forse, a cominciare dalla rossa Svizzera, qualcosa sta cambiando. Proprio dalla Svizzera arriva un deputato eletto all’estero del Partito Democratico che, alla luce del contesto, avrebbe dovuto registrare un consenso ben più ampio. Non è andata così. E questo è un segnale politico chiaro”.
“Resta, ovviamente, la delusione per non essere riusciti a portare a casa il risultato. Come Alternativa Popolare abbiamo fatto fino in fondo la nostra parte, con impegno e presenza sui territori. Evidentemente non è bastato. Forse il centrodestra, nel suo complesso, avrebbe potuto impostare una campagna diversa, più seria, meno politicizzata e più centrata sui contenuti della riforma. Ma ormai è tardi per recriminare”.
“Da parte nostra – conclude Romagnoli – prosegue senza sosta il percorso di crescita in Europa. Continueremo a lavorare fianco a fianco con i connazionali residenti in Spagna, Francia, Svizzera, Germania, Regno Unito, Grecia e in tutti gli altri Paesi, con l’obiettivo di costruire una presenza sempre più forte e radicata. Presto ogni nazione avrà un proprio coordinatore nazionale. È da qui che ripartiamo, con serietà e visione”.






























