Giorgio Napolitano ha detto sì. L’attuale capo dello Stato risponde all’appello della varie forze politiche e si dice disponibile ad un reincarico: “Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalità finora sottopostesi al voto per l’elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi e’ stata richiesta", dichiara “re Giorgio” in un comunicato. “Naturalmente – prosegue -, nei colloqui di questa mattina, non si e’ discusso di argomenti estranei al tema dell’elezione del Presidente della Repubblica. Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un’assunzione di responsabilità verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità".
E’ in assoluto la prima volta nella Storia della Repubblica che un presidente riceve la richiesta di ricandidarsi per un secondo settennato. E per la prima volta, accetta. Non era mai successo nemmeno con il pur popolarissimo Luigi Einaudi, cui nel 1955 successe Giovanni Gronchi. Il quale a sua volta fu protagonista di un "unicum": tentò lui di farsi rieleggere, con l’aiuto di 90 franchi tiratori, nonostante la Democrazia Cristiana avesse scelto per la successione Antonio Segni. Quella volta, comunque, la spuntò Segni. Si tratta così del secondo "primato" per Giorgio Napolitano, dopo quello di primo ex comunista ad assurgere al Colle.
































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