Con le elezioni amministrative tornano di moda le primarie. Ormai se ne parla ogni giorno, a destra come a sinistra. Per motivi diversi. Nel centrodestra c’è chi le chiede a gran voce, ma c’è anche chi continua a sostenere che non sia quella la via giusta per la scelta dei candidati. E’ Silvio Berlusconi in persona a continuare a ribadire che le primarie non rappresentano un percorso affidabile, anzi, sono piene di rischi e potrebbero rivelarsi un boomerang: “Guardate cosa succede ogni volta con le primarie del Pd”, continua a sostenere il Cavaliere. Già, le primarie del Pd.
Il Partito Democratico vive momenti difficilissimi. Non che a destra stiano meglio, per carità, divisi come sono. Ma fa una certa impressione osservare come anche tra i dem non manchino forti divergenze. E’ l’effetto Renzi che continua: rottamatori contro establishment del partito, giovani volti che si contrappongono alla vecchia guardia. E alla minoranza Pd proprio non va giù il modo con cui il segretario-premier sta gestendo il partito: “Renzi si comporta come Berlusconi, gestisce il Pd come se fosse un suo partito personale”, commenta con ItaliaChiamaItalia un esponente del Pd vicino a Bersani che preferisce restare anonimo.
Primarie, dicevamo. Guardate quanto accaduto a Napoli. Un caos totale. Dopo i video che fanno sospettare brogli alle Primarie Pd della città, Antonio Bassolino presenta ricorso, un ricorso che però viene presto bocciato. I vertici Pd del resto avevano già spiegato che la vittoria della deputata Valente non è in discussione. Nel frattempo lo scandalo si allarga a Roma, con l’anomalia delle schede bianche: “Inserite per gonfiare affluenza”, assicura un dirigente dem. Anche quando la notizia si sgonfia (dal riconteggio risultano soltanto 500 schede bianche) non finisce il diverbio tra renziani e minoranza. Ma allora le primarie servono davvero? Sono utili? Oppure creano soltanto confusione e contribuiscono a dividere anziché unire?
Berlusconi in una lettera a Francesco Storace pubblicata l’altro giorno sul Quotidiano Nazionale ricorda: “Le primarie hanno dato al Pd i peggiori sindaci della sua storia alla guida delle grandi città. Ogni volta con un contorno di polemiche su brogli, voti comprati, gruppi di cinesi e rom portati a votare in massa senza avere la minima idea di cosa andassero a fare. Non so davvero perché il centro-destra dovrebbe prestarsi a una farsa di questo tipo”. “Una farsa” dunque le primarie per il leader di Forza Italia. Eppure le elezioni primarie dovrebbero rappresentare l’apoteosi della democrazia.
Guardiamo quanto accade negli Usa, dove però le primarie sono regolamentate per legge. Probabilmente è questo che ci manca: regolamentare le primarie e farle per legge, tutti. Allora forse si potrà pensare a meccanismi per evitare brogli o comunque per cercare di ridurli al minimo, visto che chi vuole mischiare le carte trova sempre un modo di farlo. Fino a quando non sarà così, fino a quando le primarie saranno per qualcuno solo un gioco, per altri uno specchietto per le allodole, probabilmente il Cavaliere ha ragione quando dice che è meglio fare a meno di una farsa del genere e scegliere i candidati all’interno dei partiti per poi mandarli in campo a giocare per tutta la squadra. Certo che se il centrodestra di candidati ne sceglie quattro…
































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