"Non accettiamo e non accetteremo ingerenze nel libero confronto del nostro Movimento politico! E questo vale anche per il presidente del Consiglio e per il segretario del Partito democratico". E’ quanto afferma il segretario politico del Popolo della Libertà, Angelino Alfano. "Stiamo lavorando, ciascuno secondo il proprio modo, per l’unità del partito e quello è per tutti noi l’obiettivo strategico. Stiamo perseguendo l’unità nella convinzione che non saranno i nostri avversari a determinare la chiusura del ciclo politico di Berlusconi in quanto il popolo, ancora oggi, individua in lui il leader di un grande partito e il leader di una coalizione che può ancora vincere. Noi – ha aggiunto Alfano – siamo il centrodestra italiano, alternativi per l’oggi e per il domani alla sinistra. E se una collaborazione c’è oggi e’ perché nessuno ha vinto pienamente le elezioni e Silvio Berlusconi ha intuito per primo l’importanza di una grande coalizione".
"Dentro questo governo – ha concluso Alfano – noi stiamo per difendere le nostre idee e i nostri programmi in primo luogo su tasse e giustizia e difendiamo così tutti i cittadini, Le imprese, le famiglie e i giovani. Così è stato e così continuerà ad essere".
Gasparri, "arroganza Letta e Epifani ci rafforza" "Facciamo progressi. Tutti stanno capendo che dobbiamo essere uniti tra noi e non con Epifani e Enrico Letta. La risposta di Alfano era doverosa ed e’ importante. Ma resta il fatto che un centrodestra spaccato ne vedrebbe una parte prigioniera delle sirene ammaliatrici del Pd". Lo dice il vicepresidente del senato Maurizio Gasparri. "Discutiamo con sincerita’ e durezza – aggiunge – ma fissiamo regole chiare senza temere un confronto interno. Da Fitto e’ venuto un contributo chiaro e politico. Chi pensa che la partita si concluda con l’azzeramento di tutti gli altri e’ fuori dalla realta’. E noi che con forza vogliamo affermare la ‘normalita” del confronto politico siamo tanti, leali e determinatissimi. Ringrazio tutti i dirigenti e i militanti che mi comunicano il sostegno a quanto sto facendo con Romani, Matteoli e con il passar dei giorni molti altri. E uno dei nodi da chiarire, se necessario anche con un congresso, e’ se siamo il centrodestra strategicamente alternativo alla sinistra, o un centro subalterno e minoritario pronto a fare il reggicoda alla sinistra. Le verifiche sono dietro l’angolo. Sull’Imu qualcuno vuol fare il seguace di Fassina o sull’immigrazione il valletto della Kyenge? Il governo di emergenza non e’ il governo della sera. E la stabilita’ non e’ la subalternita’. Oggi Epifani e Letta sono stati arroganti. Rifletta chi forse non volendo gli ha consentito di esserlo. E grazie ai capi del Pd che hanno offerto a noi mediatori argomenti forti contro scissioni da centro subalterno che per fortuna nessuno dice di volere".
Bernini, "Letta rispetti Berlusconi" "Stupisce la disinvoltura con la quale il premier Letta ritiene di potersi ingerire nella vita e nella storia del Pdl-Forza Italia, di archiviare un passato che e’ anche il nostro futuro e un leader, Silvio Berlusconi, di cui siamo orgogliosi e che oggi piu’ che mai rappresenta tutto il nostro partito. Non abbiamo votato la fiducia per ascoltare da letta una speranzosa analisi sulla fine di un ciclo, peraltro priva di fondamento. Ma per dare al governo un impulso ad intensificare l’azione economica, che sta a cuore agli italiani, nel segno indicato da Berlusconi e dal Pdl-Forza Italia: riforme strutturali, riduzione della pressione fiscale e tagli alla spesa pubblica improduttiva. Suggerirei sommessamente e rispettosamente al premier di impiegare le sue energie su questi temi, e di non esaurirle negli esercizi di propaganda politica cui oggi si e’ dedicato." Lo dichiara in una nota Anna Maria Bernini, Senatrice e Portavoce vicario del Pdl.
































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