Primo faccia a faccia tra il segretario del Pd Pierluigi Bersani e il sindaco di Firenze Matteo Renzi dopo la sfida delle primarie. Un pranzo durato un paio d’ore in un ristorante nel centro di Roma che e’ servito, tra l’altro, al leader democrats per ‘ingaggiare’ il sindaco in vista di una campagna elettorale che assume toni sempre piu’ aspri. L’incontro, infatti, arriva nel giorno in cui la polemica con Mario Monti, ormai sempre piu’ attivo in vista delle elezioni, tocca il suo apice. Il pranzo con Renzi, allora, mentre alcuni ex ‘renziani’ doc come Pietro Ichino o Mario Adinolfi hanno ormai mollato gli ormeggi seguendo le ‘sirene’ centriste, da’ anche l’immagine di un partito nel quale l’ala moderata ha un suo spazio. ‘Vedo troppa gente – dice il sindaco – pronta a scappare con il pallone in mano, io non sono fatto in questo modo’. Renzi fa sapere, invece, che ci sara’, ed e’ pronto ad essere molto presente in campagna elettorale. Avra’ un ruolo molto attivo, dice lo stesso Bersani. Il che significa presenze in trasmissioni tv ma anche per iniziative sul territorio (molto probabilmente ce ne sara’ una anche a Firenze) in particolare in quelle zone in cui e’ piu’ utile per il Pd cercare di allargare il consenso. Durante il pranzo, secondo quanto viene raccontato, non ci sarebbe stata alcuna richiesta esplicita da parte del segretario a Renzi per un ruolo dopo le elezioni come quello di ministro. Questo anche perche’ il sindaco ha piu’ volte messo in chiaro di voler restare a fare il primo cittadino di Firenze, una posizione che sarebbe stata ribadita nei contatti ‘preparatori’ del pranzo di oggi.
Nessun riferimento ci sarebbe stato, poi, alla questione delle liste sulle quali i democrats sono al lavoro dopo l’esito delle primarie per i parlamentari. Dopo aver conquistato una trentina di eletti ‘sicuri’, il sindaco di Firenze dovrebbe comunque poter contare su altri 17 posti in lista avendo la garanzia di portare in Parlamento una squadra di una cinquantina di parlamentari. Tra questi i ‘fedelissimi’, Matteo Richetti, che alle ‘parlamentarie’ modenesi ha conquistato ben 8mila voti; il suo braccio destro al comune di Firenze, Luca Lotti, Simona Bonafe’ e Maria Elena Boschi.
I tasselli delle liste del Pd sono in via di completamento. Venerdì ci sara’ una riunione del comitato elettorale nazionale proprio su questo punto. Dopo l’esito delle primarie vanno, infatti, decisi i 47 capilista e la collocazione nelle liste della quota di nomi che fa capo al segretario. Un’operazione tutt’altro che semplice con i territori in tensione contro possibili ‘paracadutati’ da Roma e che chiedono che si dia spazio soprattutto a profili della societa’ civile. Bene dunque Piero Grasso (probabile capolista in Sicilia), Massimo Mucchetti o Rosaria Capacchione, la giornalista ‘anti-camorra’ del ‘Mattino’ di Napoli, ultimo acquisto del Pd che correra’ in Campania.
C’e’ l’ipotesi che Bersani sia capolista alla Camera in tre regioni: Lombardia, Lazio e Sicilia. Dovrebbero guidare le liste del Pd in Puglia per il Senato la presidente dei senatori Anna Finocchiaro (che ha vinto le primarie a Taranto) e in Emilia-Romagna alla Camera il presidente dei deputati, Dario Franceschini. Rosy Bindi, che ha vinto le primarie a Reggio Calabria, dovrebbe essere alla guida dei candidati del Pd alla Camera in quella regione. Si fanno, poi, i nomi, tra l’altro, di Franco Marini per il Senato in Abruzzo e Ignazio Marino per Palazzo Madama in Liguria. Beppe Fioroni, forte del drappello di 25 dei ‘suoi’ che hanno passato il vaglio delle parlamentarie non sembra determinato a ‘chiedere’ troppi spazi nel listino. Vorrebbe per se’ il Lazio2 dove chiedera’ di essere secondo dietro a una donna della sua area. Diverso il discorso per i franceschiniani e per altri parlamentari uscenti che non hanno partecipato alle primarie puntando a rientrare nel ‘listino’ del segretario. Su questi i territori starebbero, infatti, puntando i piedi per evitare che passino davanti a chi ha, invece, ha superato le forche caudine delle primarie. La partita si chiudera’, comunque, a breve visto che l’8 gennaio e’ prevista una segretaria per ratificare le liste.
































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