Dal 13 al 15 febbraio 2026 Atene ospiterà la prima edizione del FILE – Festival della Letteratura Italiana in Grecia, in programma presso l’Istituto Italiano di Cultura.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra istituzioni accademiche ed editoriali italiane e greche, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Editori, e si propone come un vero e proprio archivio vivo di voci, oltre che come un gesto concreto di dialogo culturale tra i due Paesi.
Alla base del progetto c’è il crescente interesse del pubblico e degli editori greci verso la letteratura italiana contemporanea. A sottolinearlo è il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene, Francesco Neri, che evidenzia come il festival sia il frutto di un entusiasmo alimentato anche dal recente successo dell’Italia come Paese Ospite d’Onore alla Fiera del Libro di Salonicco.
Il programma del FILE coinvolge alcuni tra i più importanti autori italiani, capaci di rappresentare la ricchezza e la varietà dei linguaggi narrativi contemporanei. Tra i protagonisti figurano Donato Carrisi, Melania Mazzucco e Pierdomenico Baccalario, che dialogheranno con accademici e giornalisti ellenici in un confronto serrato sui temi della scrittura, dell’immaginario e del presente.
Ad aprire la manifestazione sarà Paolo Giordano, con una riflessione sulla fragilità del nostro tempo a partire dal romanzo Tasmania. La chiusura del festival sarà affidata a Niccolò Ammaniti, che racconterà la genesi de La vita intima, definito come “un romanzo che parla di identità, desiderio e controllo, capace di trasformare la cronaca interiore in racconto universale”.
Questa prima edizione del FILE rappresenta un passaggio significativo nel consolidamento dei rapporti culturali tra Italia e Grecia, confermando ancora una volta come la parola scritta sappia costruire legami duraturi e superare confini geografici e linguistici.
In un’epoca segnata da divisioni e semplificazioni, iniziative come il FILE ricordano che la cultura non è un ornamento, ma uno strumento essenziale di comprensione reciproca. La letteratura, con la sua capacità di raccontare l’umano in tutte le sue sfumature, resta uno dei ponti più solidi per unire popoli diversi e per restituire profondità al dialogo tra le nazioni.




























