Migranti, Benassi: “Fenomeno complesso, la gestione non può che essere europea”

“Da parte sua, l'Italia non si è mai tirata indietro, onorando i valori europei da vero Paese fondatore. Ma il nostro impegno potrà essere di incoraggiamento per gli altri partner europei solo se saremo in grado di spronarli ad uno sforzo comune e concreto”

Piero Benassi, nuovo ambasciatore dell’Italia presso l’Ue, intervistato da Formiche.net, a proposito di migranti ha detto: “Non può che essere europea la dimensione più appropriata per la gestione del fenomeno migratorio, dalla riflessione sull’adozione delle strategie di intervento necessarie, alla loro messa in opera”.

In tema d’immigrazione, l’ambasciatore ha spiegato: “Quello migratorio è un fenomeno complesso e multilivello. Complesso, perché chiama in causa più dinamiche tra loro concorrenti e differenti, ma che nell’insieme ne determinano l’entità; multilivello, perché può esserci una gestione rispettosa degli impegni internazionali e dei principi condivisi dagli Stati membri dell’Unione europea solo attraverso un’efficace collaborazione tra diversi gradi di governance”.

“Da parte sua, l’Italia non si è mai tirata indietro, onorando i valori europei da vero Paese fondatore. Ma il nostro impegno potrà essere di incoraggiamento per gli altri partner europei solo se saremo in grado di spronarli ad uno sforzo comune e concreto, che tenga fede alla promessa di maggiore solidarietà sul continente. Ed è proprio nella giusta equazione fra responsabilità e solidarietà che andrà ricercata la soluzione”.

Le priorità Ue per il fenomeno migratorio? “Innanzitutto, dobbiamo rafforzare la cooperazione in alcune parti del mondo, come il Nord Africa e il Sahel. Puntiamo a costruire dei solidi processi di consolidamento delle istituzioni, presupposti essenziali alla lotta contro il traffico di esseri umani e per fornire l’assistenza necessaria già sul continente africano. Al tempo stesso, dobbiamo restare concentrati nel sostenere le procedure di rimpatrio, sia per rendere sempre meno desiderabile il ricorso ai trafficanti di esseri umani, che soprattutto per aumentare il clima di fiducia nei confronti degli strumenti per l’emigrazione legale, in parte già esistenti ma che riteniamo comunque si possano migliorare”.

“Infine, trattandosi di una politica che per essere efficace deve muoversi su più dimensioni – ha concluso l’ambasciatore – non dobbiamo dimenticare l’importanza dell’azione di organizzazioni quali l’Unhcr e l’Oim in materia di rimpatri volontari e corridoi umanitari”.