ConfCommercio e FederConsumatori hanno già fatto i conti, l’aumento dell’aliquota IVA non solo farà da deterrente alla ripresa dei consumi (una stangata annua da 207 euro a famiglia), ma inciderà (aldilà del portafoglio) sul fattore psicologico delle famiglie italiane.
Il motore dell’economia s’è incagliato sul prodotto interno lordo. Il mercato interno non tiene più, la gente non spende, le imprese lottano per non chiudere le serrande. In fondo è quella famosa equazione del benessere ad essere stata ripetutamente tradita, ovvero stimolo ai consumi, aumento della domanda, aumento della produzione e di conseguenza nuova occupazione. Nuova occupazione che crea nuovi redditi, di conseguenza nuovi potenziali consumi e così via, addentrandoci in una spirale positiva che crea un circolo virtuoso e sano.
Ma il governo non pare prendere per nulla in considerazione la vexata quaestio, ed il tanto vituperato aumento dell’imposta, stando alla situazione attuale, pare inevitabile. Altrimenti andrà riproposta la seconda rata dell’IMU, che si adopererà per mangiare la tredicesima e a creare un vallo ancora più marcato nella fiducia dello Stato, fedifrago, retroattivamente dispettoso ed incapace di mantenere una sola promessa in materia fiscale.
In una situazione di profonda crisi, come quella che il tessuto socio-economico italiano sta vivendo, ogni ulteriore balzello, ogni lieve aumento della pressione fiscale ha effetti concentrici devastanti su una ripresa che viene ostacolata in ogni modo e frangente. Il refrain del “ce lo chiede l’Europa” per non sforare quel 3% di deficit sul PIL, è a dir poco folle. Più si comprime la produzione, più il PIL scende, e se esso scende, serviranno manovre correttive all’infinito per stare nei parametri. La via maestra è far aumentare il prodotto e ridurre gli sprechi. Il debito è gestibile e sostenibile solo avendo dei buoni fondamentali. La politica è miope di fronte a ciò, finge di non saperlo e ci vende la solita fuffa del “vorrei ma non posso”. La verità è che per risollevare il Paese non ci sono le persone, la volontà e le capacità adeguate per affrontare il problema.
Twitter @andrewlorusso
































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