Enrico Letta e’ arrivato al Meeting di Comunione e Liberazione questa mattina in tempo per la Santa Messa celebrata dal vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi. Il premier e’ stato accolto dalla presidente della kermesse romagnola, Emilia Guarnieri, e dai due ministri ciellini, Maurizio Lupi e Mario Mauro. Dopo la messa il classico giro tra gli stand della Fiera. Con Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, ha visitato lo spazio dedicato al trasporto ferroviario regionale allestito da Trenitalia (Gruppo FS Italiane) e Alstom. Ad accoglierlo il Presidente Lamberto Cardia e l’ad Mauro Moretti di FS Italiane insieme all’ad di Alstom Ferroviaria, Pierre-Louis Bertina. A Letta sono state illustrate le caratteristiche tecniche del nuovo treno pensato per i pendolari che Trenitalia ha commissionato a Alstom e che attualmente e’ in produzione negli stabilimenti italiani di Savigliano (CN), Bologna e Sesto San Giovanni (MI). Saranno complessivamente 70 i convogli di nuova generazione prodotti per un valore di circa 450 milioni di euro. Al Presidente del Consiglio personale di Trenitalia e Alstom hanno consegnato un modellino (scala 1:67) del nuovo convoglio destinato al traffico regionale, urbano e aeroportuale. Ben protetto dal cordone della sicurezza del Meeting il premier ha attraversato in lungo e in largo la Fiera girando i locali della Compagnia delle Opere e arrivando anche allo spazio dedicato alla Repubblica di San Marino. Qui Letta ha avuto un breve incontro con il Segretario di Stato agli affari Esteri del Titano, Pasquale Valentini. Prima di lasciare gli stand della piccola Repubblica romagnola il ministro degli Esteri ha spiegato: "Ci incontreremo presto di nuovo. Dobbiamo completare il percorso avviato con la ratifica da parte del Parlamento italiano dell’accordo in materia fiscale. Il presidente Letta ha confermato la sua attenzione e la sua simpatia per la nostra Repubblica, e presto approfondiremo tutti i temi scaturiti dalla ratifica di quell’importante accordo".
Il presidente del Consiglio, conscio che il periodo politico non e’ dei piu’ semplici, ha stretto numerose mani ed e’ apparso contento del bagno di folla ciellino. In molti lo hanno piu’ volte fermato per incoraggiarlo ("Enrico, vai avanti, non mollare. Tieni duro"). La parte piu’ lunga della visita la riserva alla mostra sull’Europa. Qui Letta, tra le foto di De Gasperi, Adenauer e Schuman, si sente proprio a casa. Piu’ di mezzora tra i padri fondatori dello spirito europeo lo rinfrancano. Esce rinfrancato e con simpatia – e pure scaramanticamente – accetta sorridendo una maglietta con la scritta ‘I love (con il simbolo del cuore) imprevisto’. Al termine del giro tra gli stand della Fiera di Rimini, poco prima di andare a pranzo, il premier Enrico Letta ha leggermente deviato dal percorso classico per salutare una famiglia di immigrati originari del Benin. La famiglia, composta da madre, padre e due bimbi piccoli, era intenta a mangiare un pasto frugale sulle panchine della festa. Alle 15 puntuale l’arrivo nell’auditorium. Dopo aver ascoltato la video intervista del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha chiesto "un’Europa piu’ unita o perdera’ peso". E l’incipit del premier e’ proprio per l’inquilino del Colle: "Quando due anni Napolitano da questo palco chiese di ‘parlare il linguaggio della verita’ cambio’ la storia del nostro Paese’". Il premier riceve numerosi applausi dai ciellini. E’ rilassato. E – lo si apprende da chi ha avuto modo di parlargli nei suoi incontri privati alla Fiera – appare tranquillo nell’attesa del voto della giunta per le Immunita’ del Senato del 9 settembre sul senatore Berlusconi. Letta – spiega ancora chi lo ha sentito – ritiene che il Pdl e il Cavaliere non vogliano accelerare la crisi e "non vogliono andare a elezioni anticipate".
La caduta del governo sarebbe perniciosa ("nessuno interrompa il percorso di speranza che abbiamo iniziato") specie ora che "l’uscita dalla crisi e’ a portata di mano". Per questo ammonisce: "Gli italiani puniranno chi anteporra’ gli interessi privati a quello comune che e’ l’uscita dalla crisi". Ma chiede che le Camere spazzino via il Porcellum ad ottobre: "Il cambiamento piu’ urgente e’ la legge elettorale: a ottobre la Camera dovra’ approvare la riforma per consentire ai cittadini di tornare arbitro". Poi, l’elogio delle larghe intese: "Incontro non vuol dire che le differenze scompaiono. Fa paura solo a chi e’ incerto della propria identita’ e dei propri valori". Musica per le orecchie dei mdoerati ciellini. Che lo applaudono nel finale quando di no "ai professionisti del conflitto che vogliono coprire il loro vuoto di valori e di idee con il conflitto permanente". Per farlo pero’ e’ necessario il ritorno della "politica alta: dobbiamo essere esigenti, richiedere trasparenza, costi ridotti, responsabilita’ e ricambio ma serve la politica alta". Letta lascia nel pomeriggio Rimini per tornare in famiglia nella sua Pisa. Nei prossimi giorni volera’ a Vienna per una visita di Stato e il 23 sara’ a Roma per il Consiglio dei ministri.
































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