Matteo Renzi e le spese di palazzo Chigi – di Leonardo Cecca

Che sollievo! Dopo le ultradecantate promesse di Matteo Renzi sulla trasparenza delle varie spese, tutti credevano che finalmente qualcosa, di positivo per i contribuenti e di duro sacrificio per le caste, sarebbe successo, specialmente nei palazzi del potere, a cominciare da palazzo Chigi. Tutti credevamo che la prima spesa che avesse fatto il Palazzo sarebbe stata per una fornitura di portapranzo, si proprio quegli aggeggi in alluminio una volta tanto in uso tra i braccianti, i muratori ed altri operai e non di rado anche oggi usati per portarsi qualcosa da mangiare durante la pausa di lavoro.

Intendiamoci, si portavano dietro un po’ di pasta, una frittata e raramente un po’ di carne, si sa il lavoro duro, fatto con le mani, è molto meno dispendioso di energie da quello dei "lavoratori" del palazzo ove le energie sono consumate in quantità industriali e, pertanto, c’è urgenza di rimpiazzarle.

Ora ci possiamo tranquillizzare, i portapranzo non sono stati comprati e nei palazzi potranno continuare allegramente a rimpinzarsi. Per il "misero pasto" a Palazzo Chigi si è fatto ricorso come per i governi precedenti al catering. Forse causa il duro lavoro l’appetito è aumentato in quanto in poco più di un mese l’Ufficio del Segretario Generale della Presidenza del Consiglio ha fatto spese per oltre 13 mila euro ed il tutto senza una minima trasparenza. Con il governo Letta le forniture erano accompagnate dalla lettera di contratto e dall’ordinativo, ora per la "trasparenza" tanto blaterata, si sa solo la spesa.

Vabbè, che abbiano paura di far sapere con cosa e quanto si rimpinzano a spese dei contribuenti? Meraviglia questa sbavatura da parte di chi non voleva essere segretario di partito e poi ha fatto del tutto per diventarlo, aveva promesso lealtà a Letta e poi ha fatto salti mortali per disarcionarlo, mette in cantiere riforme che già sa che durante l’iter verranno totalmente modificate e/o affossate (una per tutte il reato di omicidio stradale), blatera ogni tre per due sulla trasparenza e poi il primo provvedimento preso è stato quello di rendere opache le spese di palazzo Chigi, parla di democrazia e poi allontana dai posti che contano chi non la pensa come lui.

Ultima fregnaccia si è consumata ieri: Renzi nel suo discorso nella Ue, forse per il caldo, non una parola ha detto circa i due Marò, c’è proprio da vergognarsi. Che sia peggio di Grillo? Possibile… Almeno Grillo, comico nato, fa ridere, fanno però una bella coppia da vendere al mercatino rionale.