Vorrei poter dire, magari con un certo entusiasmo, che il nuovo segretario del Pd si muove come un caterpillar per aiutare il Paese; in realta’, viste le sue prime mosse, mi sembra più adatta la metafora della birra, idonea a spiegare gli strascichi che la recente ubriacatura elettorale ha lasciato sul giovane rampante.
Prima di tutto, la corsa alla legge elettorale: e’ vero, bisogna superare il porcellum e dare risposte alla Consulta, ma l’accelerazione di cui ci si vanta sembra preludere a una volonta’ di elezioni ravvicinate. E a chi giova una interruzione della legislatura? A lui e al fantasma di Arcore? Alla patetica maschera di un ex comico sempre in bilico tra incitazione alla violenza e teatralità?
Gli italiani si aspettano ben altro da questo governo nel 2014: la corsa al voto, mentre lo spread scende e alle porte c’è il semestre europeo, sarebbe un primo atto da irresponsabili. Il democratico Zanda ha risposto picche ad un eventuale accordo contro natura tra Berlusconi e Renzi. Se poi il sindaco di Firenze dichiara soddisfatto di aver fatto in tre giorni (?) quello che non è stato fatto in tre anni, il sospetto di megalomania e di protagonismo esasperato diventa sempre più concreto.
Temo fortemente che il successo mediatico possa indurre il piccolo cesare ad accentrare su di sè poteri che non sono al momento disponibili. Ha fatto bene Lupi a ricordargli che il governo non e’ un monocolore del Pd. Dunque, se proprio e’ cosi’ urgente, proceda pure Renzi, sulla legge elettorale; le unioni omosessuali e lo ius soli, invece, vadano a costituire il prossimo programma elettorale della sua parte politica, quando i tempi delle larghe intese saranno finiti. Per ora, si affrontino temi meno divisivi, senza provocare lacerazioni e senza offendere chi governa. Come Renzi ha fatto quando ha finto amnesia dinanzi al nome di Fassina, il viceministro dell’Economia che in questo esecutivo ha mostrato equilibrio e serietà sui temi del lavoro e della casa, nonostante la sua visione spiccatamente di sinistra.
I primi passi del nuovo enfant prodige mi sembrano scomposti e superbi, mentre la situazione congiunturale richiede una buona dose di compostezza e di umiltà. Si devono prendere decisioni importanti, e gli accordi si concludono anche attraverso compromessi e rinunce.
Se lo ricordi, Renzi. E impari ad aspettare il suo turno. Al momento giusto, Letta non gli tarperà le ali. Nel frattempo, si dedichi a migliorare le cose nella sua città e nel suo partito.
































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