“Berlusconi non è finito”: parola di Massimo D’Alema, intervistato da Lilli Gruber a ‘Otto e mezzo’ su La7. Tuttavia, riferendosi sempre al Cavaliere, D’Alema aggiunge: “Spero sarà sconfitto”. L’esponente della sinistra non sottovaluta “il rischio di questa sua, spero, ultima battaglia”, ma il guaio è che il Berlusca “mette in scena sempre la stessa storia: sono cinque campagne elettorali che promette di tagliare le tasse, poi non e’ mai successo visto che la pressione fiscale e’ cresciuta”. "L’unica promessa mantenuta e’ stata quella dell’Ici – ha aggiunto D’Alema – con effetti disastrosi perche’ dopo l’Ici e’ arrivata l’Imu. In un paese disorientato e impoverito il suo messaggio puo’ avere presa". D’Alema ha aggiunto che "togliere le tasse a chi assume e’ quello che feci io nel ’98: era il credito d’imposta. Quando lui ando’ al governo lo tolse, ora si presenta e fa finta che sia un’idea sua e un certo numero di italiani gli credera’. Ma spero non tanto da farlo vincere".
Sul sindaco ‘rottamatore’ di Firenze: "Renzi si sta comportando in modo giusto e apprezzabile. Anzi, ho apprezzato la sua stoffa di leader piu’ dopo la battaglia persa che durante la campagna delle primarie: si comporta come leader della vecchia scuola, collaborando con il partito".
Vendola? “E’ urtante la criminalizzazione politica che si fa nei confronti di Nichi Vendola. Quella con Sel e’ un’alleanza – ha aggiunto l’esponente del Pd – che vede al centro un grande partito come il Pd. Vendola non e’ il Prc, anzi nasce dalla rottura da parte di chi si misura con la sfida di governo. Vendola non e’ un mostro da criminalizzare, sara’ al governo con noi”.
Il Prof? “Mario Monti entrando il politica si e’ comportato come un capo politico. Se noi avessimo ragionato allo stesso modo saremmo andati alle elezioni. Invece Pierluigi Bersani si e’ comportato come uno statista”.
Il mio futuro? "Le istituzioni conoscono il mio indirizzo, se vogliono, sanno dove trovarmi". Il presidente del Copasir ha sottolineato di "avere un lavoro" e di non aver mai "considerato la mia collocazione personale come la questione principale", avendo dato piu’ volte dimostrazioni in tal senso, anche con le dimissioni da presidente del Consiglio.
































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