Manifestazioni dell’estrema destra, Fiano (Pd): “La rabbia sociale va risolta con le azioni della politica”

“Presenterò un’interrogazione al prefetto di Roma per capire quali valutazioni abbiano portato ad autorizzare la manifestazione al Circo Massimo”

Roma, manifestazione dell'estrema destra al Circo Massimo: aggrediti poliziotti e giornalisti

Emanuele Fiano, deputato di PD, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sulle manifestazioni dell’estrema destra ha detto: “Penso che ci sia una ragione storica antica. Ogni qual volta aumentano le condizioni di indigenza, povertà, frustrazione e rabbia delle persone perché non hanno soldi per mangiare o perché vedono il loro futuro incerto, una parte di questa rabbia e di questa frustrazione viene incanalata in movimenti estremistici, in questa fase soprattutto movimenti di destra o estrema destra”.

“Ci sono persone che hanno manifestato contro il governo in maniera molto diligente e osservante delle norme, come quella dei commercianti e degli operatori turistici. Noi abbiamo chiesto sacrifici agli italiani per 3 mesi e poi si concedono manifestazioni come quella del centrodestra il 2 giugno o quelle del Circo Massimo. Penso però che vietare manifestazioni di questo genere possa essere ancora più pericoloso. Detto questo, credo che gli italiani non debbano essere trattati con due pesi e due misure. Presenterò un’interrogazione al prefetto di Roma per capire quali valutazioni abbiano portato ad autorizzare questa iniziativa al Circo Massimo”.

Sulla collaborazione con l’opposizione. “Bisogna fare il Dl Rilancio con la collaborazione dell’opposizione. Se saremo in grado di creare un clima di collaborazione tra le forze politiche questo ci predisporrà meglio alla seconda parte che sarà sull’utilizzo dei fondi europei. Con quei soldi, se utilizzati bene, possiamo impedire che il disagio sociale si allarghi, che la frustrazione si allarghi e che questi sentimenti si incanalino in atti violenti. La rabbia sociale va risolta con le azioni della politica, perché sotto la pelle della società cova sempre un rischio di violenza”.