Danni e frane per l’eccezionale maltempo, con piogge continue da marzo in aggiunta alla fase di scioglimento della neve, hanno convinto il presidente della Regione, Vasco Errani, a firmare la richiesta dello stato di emergenza per tutta l’Emilia-Romagna. La pioggia non cessa: l’agenzia di Protezione civile ha attivato la fase di attenzione da oggi fino al 22 aprile, quindi per 17 giorni in diverse aree di quasi tutta la regione: l’Alto Lamone-Savio, la pianura di Forli’-Ravenna e del Reno, i bacini di Secchia, Panaro, Trebbia, Taro, la pianura di Parma-Piacenza. Nella lettera al Governo e alla Protezione civile nazionale Errani quantifica un ‘primo fabbisogno’ in 63 milioni di euro.
Per le necessita’ immediate, la Regione ha gia’ stanziato 700.000 euro, e altri 2,5 milioni arrivano da Comuni, Province e Bonifiche. ‘Non possiamo tuttavia continuare a ragionare solo in termine d’emergenza – ha ribadito Errani -. Serve un Piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio’.
In un primo quadro di ‘criticita’ idaruliche’, la Regione ha elencato l’impianto di Gandazzolo sul Reno nel Bolognese; nel Modenese e’ crollato il ponte in via Rosola tra Zocca e Montese, si e’ aggravata l’erosione delle sponde del Rio San Rocco, dell’Acquicciola e del Faggianeto a Fiumalbo, del torrente Scoltenna e del Rio Grosso a Pievepelago. Erosioni anche per le sponde del Secchia a Carpineti (Reggio) e del Baganza al ponte sulla provinciale 15 a Sala Baganza (Parma).
Le frane principali, con evacuazione di circa 20 persone, sono avvenute a Marano sul Panaro (Modena) e nel Reggiano, a Carpineti, Castellarano, Vetto e Canossa. C’e’ grave rischio per 14 edifici residenziali e quattro aziende a Gaggio Montano (Bologna), Montese, nel Parmense a Neviano degli Arduini e Tizzano; Vernasca (Piacenza), Casola Valsenio (Ravenna), poi ancora il Reggiano (Carpineti, Case Lanzi, Casina, Toano).
Segnalate 13 strade interrotte senza alternative: comportano l’isolamento di 14 abitazioni per circa 40 persone in diverse localita’ del Bolognese a Castel di Casio, Gaggio Montano, Sasso Marconi; nel Modenese a Montese e Prignano sulla Secchia, e ancora nel Parmense e nel Reggiano (Neviano, Traversetolo, Travo, Canossa, Vetto e Villa Minozzo). Senza contare 31 strade comunali e 47 provinciali parzialmente interrotte: per alcune, se si dovessero chiudere, isolerebbero altre sei localita’. Interrotte anche alcune statali nelle province di Forli’-Cesena e Parma e, a senso alternato, la statale piacentina 45.
































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