L’INTERVISTA | Carè (Pd), “il governo gialloverde se ne frega degli italiani all’estero”

Nicola Carè, deputato Pd eletto oltre confine: “Dal governo una totale noncuranza nei confronti degli italiani nel mondo”. E’ attacco totale

On. Nicola Carè, Pd

“Disattenzione” e “noncuranza” da parte del governo gialloverde nei confronti degli italiani residenti all’estero. E’ questa l’opinione dell’On. Nicola Carè, Pd, eletto all’estero e residente in Australia.

Intervistato da Askanews, il deputato dem sostiene che il governo sta ignorando gli italiani nel mondo. “Condivido l’indirizzo del Partito democratico nel sostenere la totale disattenzione e noncuranza di questa legislatura principalmente per gli italiani residenti all’estero, ma anche per tutte le fasce più deboli, quali immigrati e disoccupati. Ad oggi, nessun membro della maggioranza ha espresso una sola parola di interesse nei confronti di coloro che esportano il sistema Italia fuori dai confini nazionali”, sottolinea Carè, che prosegue: “Gli italiani all’estero sono un’enorme fonte di ricchezza: industrie, istituti di lingua, professionalità riconosciute a livello internazionale; tutto ciò non interessa alla maggioranza attuale, né esistono progetti o iniziative future per aprire canali di comunicazione con le nostre attività all’estero”.

Sull’eventuale riduzione del numero dei parlamentari eletti all’estero: “Le proposte, presentate dal Movimento 5stelle, dalla Lega e anche da Forza Italia, che prevedono la riduzione da 18 a 12 parlamentari (8 alla Camera, 4 al Senato), sono lesive dei diritti degli italiani all’estero prima di tutto sotto il profilo costituzionale. Diminuire i parlamentari in maniera sconsiderata, dimostra una totale ignoranza del fenomeno migratorio: l’emigrazione si palesa in crescita e non accenna ad arrestarsi. Il rapporto di rappresentanza degli italiani all’estero rispetto a quello dei residenti in Italia è da sempre squilibrato a danno degli iscritti all’AIRE. Nelle ultime elezioni, ad ogni deputato, in Italia corrispondevano mediamente 96.000 abitanti, all’estero 400.000, 4 volte di più; per ogni senatore corrispondevano in Italia 192.000 abitanti, all’estero 800.000. In base questi dati, dunque, non solo la rappresentanza parlamentare per l’estero non deve diminuire, ma è necessario aumentare il numero di parlamentari eletti nelle circoscrizioni estere”.

In generale, che tipo di atteggiamento ha finora avuto il governo verso gli italiani all’estero? “Risponderò semplicemente indicandole la legge di bilancio presentata: non era mai accaduto che durante l’approvazione di questa legge non fosse approvato nemmeno un emendamento in favore degli italiani all’estero. L’attuale Governo ha rigettato tutti gli emendamenti riguardanti il prolungamento del Fondo per la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo, l’istituzione di un fondo per il turismo di ritorno, il reintegro dei contributi di COMITES e CGIE, il consolidamento dei contributi alle Camere di commercio, gli sgravi fiscali per favorire il rimpatrio dei connazionali, l’estensione delle cure ospedaliere urgenti a tutti gli iscritti all’AIRE e l’esenzione del pagamento del canone RAI e così via. Questa totale indifferenza della maggioranza avrà forti ripercussioni su tutte le istituzioni indicate che sono il primo riferimento per tutti i connazionali residenti all’estero, in evidente danno dei cittadini”.