Lavoro e riforme. Sono queste le priorità del Pd di Matteo Renzi, in attesa di ridefinire il ruolo dell’Italia a livello continentale con il semestre di presidenza del Consiglio europeo. Il sindaco-segretario non perde occasione per ribadire che il mese di gennaio sarà decisivo per imporre con forza l’agenda dei democratici sull’azione dell’esecutivo guidato da Enrico Letta. Il banco di prova immediato sarà la definizione del patto di governo, già ribattezzato da Palazzo Chigi ‘Impegno 2014’. Intervenendo alla presentazione della kermesse Pitti Uomo a Firenze, Matteo Renzi annuncia che "fra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima" verrà lanciato l’ormai celebre Jobs Act, il piano per il lavoro che si pone l’obiettivo di far ripartire l’occupazione in Italia, anche andando a sfatare alcuni tabù del passato. "C’è una triplice iniziativa sul tema del lavoro – afferma – la prima, sulle regole di insieme per fare in modo che chi fa impresa sia messo nelle condizioni di poterla fare. Poi il grande tema dell’innovazione, e contemporaneamente, soltanto alla fine, una discussione sulle regole contrattuali". Il made in Italy sarà il primo settore da sfruttare per creare posti di lavoro, "seguito dalla manifattura tradizionale e dall’industria turistica e culturale". La discussione, specifica Renzi, "non sarà ideologica e deve dare garanzie a chi in questi vent’anni non ne ha avute". Lavoro, occupazione, crescita e imprese sono quello che Renzi chiama "il succo" dell’azione politica nel 2014.
Nel quadro complessivo serve una cornice adeguata, rappresentata dalla legge elettorale e dalle riforme che dovranno portare alla semplificazione del sistema e al taglio dei costi della politica. Il segretario del Pd, in questo senso, si muoverà parallelamente a Letta. Mentre il premier conta di chiudere il patto di governo nel giro di una ventina di giorni, Renzi fa capire che entro la fine di gennaio vuole un passo avanti decisivo nella definizione del nuovo sistema elettorale. Le proposte sul tavolo sono tre: doppio turno di coalizione (nota come proposta del sindaco d’Italia), Mattarellum corretto con premio di maggioranza, modello spagnolo. "Avvieremo colloqui bilaterali con tutte le forze di opposizione – afferma la renziana Maria Elena Boschi, responsabile Riforme in segreteria – l’obiettivo è approvare una proposta in commissione alla Camera entro la fine del mese". Il pressing del Pd sulla legge elettorale rischia però di intralciare l’impegno del governo per l’agenda del 2014. Le aperture del sindaco di Firenze alle trattative con Forza Italia non sono viste per niente di buon occhio dagli alleati del Nuovo centrodestra. "Se si vuole sostenere il governo – fa notare Roberto Formigoni – bisogna prima cercare un accordo dentro la maggioranza. Se invece Renzi fa tutte queste manovre per far cadere il governo, allora lo dica con chiarezza e ne prenderemo atto".
Chiarezza viene chiesta al segretario anche dalla minoranza interna al Pd, a cominciare da Gianni Cuperlo e Stefano Fassina. "O sosteniamo un’altra fase del governo fino in fondo – afferma il presidente dell’Assemblea del Pd – e lo facciamo tutti, oppure si dice basta e si va a votare. Se il patto di governo non è solo propaganda, allora si cambi marcia davvero". Il viceministro dell’Economia, dimissionario, chiede a Renzi di sciogliere le ambiguità: "Vedo un atteggiamento che non è utile al Pd, che non è utile al Governo e soprattutto non è utile all’Italia. Non stiamo parlando di giochini interni, stiamo parlando del governo di un paese che e’ in drammatiche emergenze economiche e sociali. Renzi giustamente e doverosamente chiede una svolta, perché ha avuto un mandato ampio dagli elettori che l’hanno votato al congresso, si spenda anche con alcuni uomini ed alcune donne e per dare coerenza ai propri obiettivi".
































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