Enzo Centofanti, consigliere Cgie, è scomparso. Residente negli Stati Uniti, è morto nelle scorse ore. Con lui se ne va un pezzo di Storia dell’emigrazione italiana. Gian Luigi Ferretti, membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, per anni collega di Centofanti, lo ricorda così: “E così hai deciso di andartene, Enzo. Hai deciso che fosse venuto il momento di raggiungere Mirko Tremaglia e Bruno Zoratto. Hai sentito il bisogno di andare a salutare tutti quelli che hai conosciuto al Cgie e che sono di là, da Sindoni a Macri, da Vita ad Amaro e a tutti gli altri, per continuare a discutere di italiani nel mondo. So che da me non ti aspetti peana o coccodrilli, ci scapperebbe da ridere a tutti e due e francamente, in quest’occasione, non mi sembra proprio il caso. Sai, gli altri ci tengono alla forma. Ci siamo sfottuti tutta la vita, come solo sanno fare persone che si vogliono davvero bene. No la daremo vinta alla morte, non ci farà certo cambiare atteggiamento”.
“Appena ho saputo della tua dipartita (visto come scrivo forbito) mi è parso di sentire la tua voce: "vado avanti a tenerti il posto". Mannaggia a te però, potevi almeno aspettare la prossima Plenaria del Cgie. Fino ad oggi non vedevo l’ora di rincontrarti e invece adesso spero di farlo il più tardi possibile. La scusa ufficiale è che devo ancora dare una mano per difendere il nostro voto all’estero, anche se sta diventando un’impresa sempre più disperata. Ciao ragazzo, ciao Maestro. Lascia che ti saluti con l’antico rito romano: Enzo Centofanti… PRESENTE!”.
































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