Italiani all’estero, Molossi (MAIE) dal Brasile: “Voto no al referendum”

“Dicono, quelli che difendono il Sì, che si tratta di un punto di partenza, che i cambiamenti sono in linea con le altre nazioni europee, ma la Costituzione non può essere manipolata senza conoscere prima dove si deve arrivare”

È previsto per il prossimo 20 e 21 settembre 2020 (si conclude il 15/09, alle ore 16 all´estero) il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, con la riduzione dei seggi alla Camera dei deputati da 630 a 400 e al Senato da 315 a 200.

Per quanto riguarda la Circoscrizione all´Estero, degli attuali 18 se ne taglieranno 6, rimanendo soltanto 12, per tutto il mondo.

“Si tratta di un vero Election Day – osserva Luis Molossi, coordinatore MAIE dal Brasile – sotto la copertina di un referendum che presuppone, invece, elettori ben informati, conoscitori della materia, ma anche motivati a non confermare una riforma nata da tatticismi propagandistici dei Partiti Romani del Governo di turno”.

“Il fatto è che l´elettore medio, sulla scia populista, viene stimolato a fare coro dalla tifoseria del proprio partito, non dando attenzione alla democrazia, all’alterazione del senso costituzionale dell’organo che rappresenta il potere legislativo, ancora prima di aver cambiato la legge elettorale, come da tanto tempo si discute e propone. Si parte da sopra, quando si dovrebbe partire dal basso, come in qualsiasi costruzione. Tanti dicono che l´Italia abbia il numero di parlamentari più alto in tutta la Comunità Europea, senza fare i conti della proporzionalità tra gli eletti e votanti che, vincendo il SÌ, ci ridurrà al più basso livello nella stessa Europa”.

“Senza il passaggio dal sistema maggioritario al sistema proporzionale, il peso territoriale della nostra Circoscrizione all´Estero, risulterebbe inevitabilmente ridotto dal taglio dei parlamentari, dai 18 ai 12, quando nel 2006 eravamo 3.000.000 e oggi, nel 2020, siamo 6.000.000, ossia il doppio. Tagliare la terza parte dei pochi che siamo non è giusto, non è legale”.

“All´estero, gli elettori perderanno più di un terzo della già piccola rappresentanza, tra deputati e senatori. Ma, non solo, avremo anche un vero e proprio calo di qualità, in quanto i gruppi parlamentari diventeranno più piccoli e facilmente controllabili dai leader e segretari, come già succede, specialmente da noi in Sudamerica”.

“La Circoscrizione Estero, ideata e creata dal grande Mirko Tremaglia, è naturalmente differenziata, perché sempre è stata giustificata dall’esigenza di un intervento dello Stato nei confronti dell’altra Italia presente in tutto il mondo, della quale facciamo tesoro e non si concilia, quindi, con la riforma e il taglio verticale e non proporzionale dei parlamentari, come proposto nel Referendum che presto si voterà.

Dicono, quelli che difendono il Sì, che si tratta di un punto di partenza, che i cambiamenti sono in linea con le altre nazioni europee, ma la Costituzione non può essere manipolata senza conoscere prima dove si deve arrivare. Non valgono solo i desideri dei populisti di turno. Al di là di colori e ideologie politiche che sempre vengono in ballo, bisogna VOTARE non per cambiare governo o sistema, indebolendo o rafforzando questo o quel movimento politico. Si deve pensare, invece, ai risultati di una riforma che ha come contropartita il risparmio del costo di un caffè all’anno, ossia lo 0,007% della Finanziaria. Noi, avvocati, ma anche i giuristi e quelli che difendono la costituzione, dobbiamo stare attenti con i politici che, ogni tanto, producono cambiamenti e riforme che di risultato pratico portano a effetti devastanti. Di quante riforme già sappiamo i risultati dell´incompetenza, qualità ed efficienza? Per il momento, la mia risposta e voto è NO!”.