Roma – Il timore di brogli è tra i protagonisti della campagna elettorale estera e l’argomento non e’ mancato tra i temi affrontati nel corso della conferenza stampa di mercoledì 22 gennaio, organizzata dal centrosinistra per il lancio delle liste. Come evitare gli scandali del 2008? Lo abbiamo chiesto al responsabile Pd mondo, Eugenio Marino.
Come coalizione avete previsto l’istituzione di meccanismi di controllo presso i consolati per i territori particolarmente a rischio, ad esempio il Sud America dove corre nuovamente il senatore Caselli?
“Presso i consolati, la legge non consente la designazione di figure che possano avere un ruolo di controllo. Come Pd avevamo predisposto in Parlamento una proposta di legge che chiedeva l’istituzione di un comitato di controllo locale, avevamo presentato degli emendamenti in questo senso e ora, invece, siamo di nuovo nelle mani del destino. Questo non significa che non troveremo una rete di volontari incaricati di vedere cosa accade nei consolati senza possibilità di intervenire, rimanendo anche di notte per telefonare se si vedono strani movimenti”.
Quindi lanciamo un appello per i volontari?
“Si’, lanciamo un appello ai volontari e a tutti per sensibilizzare sul tema”.
Si parla spesso di rinnovamento ma voi avete scelto di ricandidare gli stessi eletti uscenti, anche se sono riusciti a far approvare una sola legge.
“Li abbiamo scelti perche’ hanno lavorato benissimo nonostante le condizioni, con un Parlamento espropriato dalle sue prerogative le iniziative diventate legge non potevano che essere poche. Hanno fatto un ottimo lavoro di emendamenti e di presenza in aula, gli eletti del Pd sono gli unici ad aver portato a termine una proposta di legge, basti vedere le presenze”.
Nel corso della conferenza stampa ha parlato di scarsa presenza parlamentare del Maie. Non pensa che questo dato vada letto come forte presenza sul territorio?
“Il ruolo del parlamentare sta nel raccogliere le esigenze del territorio e portarle in Parlamento, e’ il partito che continua a lavorare sul territorio, altrimenti finisce che ti prendi lo stipendio, ma non sei mai in aula”.
Non temete chi invece ha coltivato i rapporti con il territorio? Ad esempio in Nord America, nel 2008, non avete avuto grandi risultati.
“Non temiamo nessuno, ci presentiamo con un’alleanza chiara e siamo una forza in grado di dialogare con i principali partiti politici internazionali, sono gli altri che guardano al Pd, non noi a loro”.
A proposito dei partiti esteri, vi stanno aiutando in campagna elettorale come fatto con le primarie?
“Si tratta di una scelta dei singoli partiti, dal punto di vista logistico ci stanno aiutando poiche’ abbiamo rapporti con i partiti progressisti di tutto il mondo, ma poi ognuno ha la sua attivita’. Tutti guardano al Pd e sperano che vinciamo”.
































Discussione su questo articolo