Italiani all’estero, Di Biagio (Ap): “Il servizio delle Iene? Una ‘sola’ rispedita al mittente”

“L’assurdità delle accuse è evidente. La truffa, che incappucciati e Co volevano attuare nei miei confronti, si è rovinosamente dissolta come neve al sole”

“In serata – forse – andrà in onda un altro servizio delle iene sul tema del voto all’estero – che tanto sta piacendo – e anche stavolta ci sarà una mia intervista, per la cui realizzazione, diversamente da quanto accade per gli altri, normalmente inseguiti a fatica dalle Iene, mi sono offerto personalmente fornendo chiarimenti e notizie e accogliendoli nel mio ufficio, a dimostrazione della totale trasparenza e dell’assenza di dubbi circa lo svolgimento delle mie campagne elettorali”. Lo dichiara in una nota il Sen. Aldo Di Biagio, eletto nella ripartizione estera Europa con la lista Monti e ora parlamentare di Ap.

“Il momento di approfondimento che ha anticipato l’intervista, svoltosi presso il mio ufficio, è stato registrato in incognito – prosegue Di Biagio -, secondo le modalità tipiche delle Iene e malgrado tutto in quel momento ho fornito le informazioni richiestemi come i chiarimenti sulla legge Tremaglia, le modalità di promozione elettorale mediante mailing specifico per Paese ed alcuni dettagli relativi al confronto con altri candidati. La seconda parte si è svolta in piazza Capranica a pochi passi dall’ingresso della sede Isma del Senato, ed è li che Filippo Roma e cameramen hanno messo su il solito siparietto televisivo”.

Di Biagio racconta: “Mi hanno parlato di testimonianze di due persone che avrebbero lavorato per la mia campagna elettorale del 2008 e che avrebbero descritto una sorta di “plichi-party” durante la quale avrei stretto la mano dell’incappucciato (avete idea di quante mani stringe un parlamentare e soprattutto con quanta facilità si può ricordare di una mano stretta nel 2008?) e in occasione della quale sarebbero girati pacchi di plichi pronti per essere “votati”. Peccato che nelle stesse foto sottopostemi da Filippo Roma si intravedesse una targa, consegnata in quell’occasione, con una data – il 24 maggio 2008 – ben 41 giorni dopo le elezioni ovviamente in un momento in cui la campagna elettorale era bella che andata”.

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“L’assurdità di queste accuse è drammaticamente ingenua considerando che queste si reggevano su un evento, la fantomatica festa, che in realtà si colloca temporalmente in un altro momento storico. La truffa, che incappucciati e Co volevano attuare nei miei confronti, si è rovinosamente dissolta come neve al sole. Ora tocca capire se Filippo Roma sarà previdente e rimodulerà il servizio avendo fatto io presente l’inconsistenza delle accuse dei due truffatori citati. Ma spiace riscontrare che è apparso chiaro che l’intento delle Iene è ben lontano dall’approfondire la questione, piuttosto sembrerebbe quello di individuare un personaggio da trasformare in capro espiatorio per darlo in pasto al pubblico notoriamente arrabbiato contro la politica, preferendo dare soltanto adito a profili truffaldini che sbandierano foto e finte testimonianze paradossalmente postume rispetto alla campagna elettorale del 2008 e non curanti del fatto che bastava una semplice targa, tra l’altro presente nelle stesse foto da loro mostrate, per far cadere tutto l’assurdo castello di accuse. A questo punto, qualora fosse necessario, provvederò a sporgere denuncia – conclude Di Biagio – contro Filippo Roma e le Iene per la diffamazione perpetrata ai miei danni”.