Italiani all’estero, il caso Caruso si allarga. Le Iene da Di Biagio (Ap): accuse gravissime [VIDEO]. La replica del Senatore

Le Iene – seguendo le tracce di Caruso fino in Germania – arrivano a mettere le mani su una grossa patata bollente: il voto degli italiani nel mondo è inquinato?

Sen. Aldo Di Biagio, Ap-Ce, intercettato dalla Iena Filippo Roma all'aeroporto di Fiumicino

Le Iene non mollano. Filippo Roma torna ad occuparsi di voto all’estero. Il caso Caruso è iniziato con la denuncia di una ex collaboratrice del deputato che alle Iene ha detto di avere lavorato per l’onorevole gratis e senza contratto per molto tempo; per giunta, secondo Federica, questo il nome della ragazza, Caruso avrebbe anche cercato di portarsela a letto in cambio di favori o lavori. Incredibile. Vergognoso, se fosse vero.

Da un caso di una portaborse non pagata, Le Iene – seguendo le tracce di Caruso fino in Germania – arrivano a mettere le mani su una grossa patata bollente: il voto degli italiani nel mondo è inquinato?

Il caso non riguarda soltanto più Caruso, non si tratta più soltanto di una assistente non pagata, ma del voto di noi italiani residenti oltre confine. E oltre al nome di Mario Caruso viene fuori anche quello di Aldo Di Biagio, senatore eletto nella ripartizione estera Europa, candidato nella lista Monti proprio come l’onorevole di origine siciliana. Non è l’unica cosa che hanno in comune, i due: entrambi in passato hanno occupato ruoli dirigenziali nel patronato Enas. Non solo: tutti e due erano con Futuro e Libertà (ve lo ricordate? il “partitino” di Gianfranco Fini) e sono stati eletti nella lista Monti in quota Fli. Gli unici due fliniani presenti in Parlamento (oltre a Benedetto Della Vedova).

Ma a pensarci bene queste non sono le uniche cose che hanno in comune Caruso e Di Biagio. Ne hanno almeno un’altra: tutti e due fanno parte della dirigenza del CTIM, il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo presieduto da Vincenzo Arcobelli, con Roberto Menia Segretario Generale.

Filippo Roma sulla sua pagina Facebook scrive: “Nuovi clamorosi sviluppi sulla nostra inchiesta relativa ai possibili brogli commessi durante le elezioni degli italiani all’estero…”.

Continua dunque l’inchiesta di Filippo Roma sul possibile broglio avvenuto durante le elezioni Politiche del 2013. Un testimone ha affermato, facendo i nomi dei politici, che in Germania c’è stata una vera compravendita di schede elettorali destinate agli italiani residenti all’estero. Questi politici sarebbero, appunto, Mario Caruso e Aldo Di Biagio.

Brogli durante le elezioni del 2013? Un friulano il primo fra gli esclusi. Si tratta di Mario Zoratto, di Sedegliano, da tempo residente in Francia. Quattro anni fa non arrivò fra gli scranni di Montecitorio solamente per 256 voti. Il collega di lista Mario Caruso, candidato sempre sotto il simbolo di “Con Monti per l’Italia”, fu eletto al posto suo. Eppure c’è chi giura che ancora oggi Zoratto si stia chiedendo da dove siano arrivati tutti quei voti che ha preso…

BROGLI ALLE ELEZIONI, QUANTI POLITICI COINVOLTI? GUARDA L’ULTIMO SERVIZIO DELLE IENE

Voto all’estero inquinato? Personalmente, non riesco a credere alle infamanti accuse che vengono rivolte ad alcuni eletti all’estero. Da italiano nel mondo, mi fa male. Accuse gravissime. Mi auguro le Iene vadano a fondo, ma se non riusciranno a dimostrare ciò che denunciano, tutto cadrà come un castello di carta. E allora chi ripagherà Di Biagio del torto subito?

E’ vero anche che il voto estero fa acqua da tutte le parti, lo sappiamo da sempre e nessuno ha fatto mai niente per risolvere il problema. Tanto meno i nostri 18 rappresentanti eletti oltre confine, che non sono riusciti a imporre il tema in Parlamento; oppure, peggio ancora, perché in realtà, in fondo in fondo, a tutti il sistema conviene così.

Intanto ItaliaChiamaItalia, da quanto è scoppiata la vicenda, sta ricevendo diverse segnalazioni, da più parti d’Europa. Non possiamo anticipare nulla. Diciamo questo: sembra che il caso Caruso stia preoccupando diverse persone da una parte e stia risvegliando coscienze dall’altra. Una cosa è certa: ancora una volta, non finisce qui.

LA REPLICA DEL SEN. DI BIAGIO

Replica del Sen. Aldo Di Biagio al Servizio de Le Iene andato in onda ieri 31 ottobre 2017

Non posso esimermi dal commentare quanto andato in onda nella tarda serata di ieri nell’ambito del programma Le Iene, e – lungi dal voler interferire con le legittime scelte editoriali del programma e con la libertà di informazione da me sempre salvaguardata – voglio evidenziare ciò che è chiaro alle persone che mi seguono e che mi conoscono da anni, vale a dire l’assoluta incongruenza tra quella che è la mia persona e l’immagine, artatamente e illegittimamente costruita avallando grossolane illazioni di fantomatici “incappucciati” e di qualche rancoroso che ancora non ha digerito uno sconfitta elettorale vecchia di 12 anni.

Ma andiamo per gradi.

Appare evidente che siano state riportate senza alcun riscontro, illazioni di soggetti che dietro l’anonimato si fanno lecito calunniare e diffamare persone rispettabili come il sottoscritto.

“L’anonimo incappucciato”, persona a me totalmente ignota, parla di una presunta collaborazione con il sottoscritto ed una fantomatica “bella squadra” in occasione delle consultazioni elettorali del 2008. Di questa “squadra” mi sarebbero altrettanto ignoti i componenti, ad eccezione di giusto 2 persone – di cui ho espressamente dichiarato la conoscenza – e che in realtà hanno effettivamente collaborato per la mia campagna elettorale in totale liceità e trasparenza operando come si è soliti fare in queste occasioni, per la promozione della mia candidatura tra gli elettori, magari nei luoghi di ritrovo dei connazionali, eventualmente fornendo qualche chiarimento per convincere della “giustezza” della mia potenziale elezione. Tutto qui. Ma si sa che la calunnia più semplice è quella che si costruisce sulle mezze verità.

ELETTI Il Sen. Aldo Di Biagio, a sinistra nella foto, stringe la mano all’On. Mario Caruso

L’anonimo incappucciato parla di “plichi rubati” in Germania, non fornendo alcun tipo di prova né tantomeno sembrano confermare questo “trend” i connazionali intercettati nei due servizi, ad eccezione di tal Rosario Cambiano, persona che non ho mai avuto il “piacere” di incontrare, conoscere o conversare, la cui credibilità risulta alquanto labile in ragione del suo costante calunniare da oltre un decennio, con dichiarazioni in stentato italiano ed il suo mai sottoporre sedicenti prove alle autorità competenti, anche perché sembra davvero strano che in dieci anni non abbia avuto il tempo di farlo.

Ma di tempo per comunicati strampalati e commenti passibili di querele ne ha avuto.

Come dicevo, con il sig. Cambiano non ho mai preso nemmeno un caffe, per questo fa riflettere la confidenza con la quale offende e gongola, ma – di contro – conosco la sua “antologia” di comunicati, dichiarazioni e post che si sono alternati in oltre dieci anni e che lasciano intendere in maniera chiara di chi effettivamente stiamo parlando: una sorta di “millantatore seriale” notoriamente qualificato come tale tra i connazionali, a cui rivolgo l’unico invito di raccogliere tutti i suoi famigliari di colonia (che a detta sua avrebbero delle prove) e di andare a denunciare (anche se in differita a questo punto) chi avrebbe preso o richiesto da loro i fantomatici plichi. Anche perché qualora non ne conseguisse nessuna denuncia (come d’altronde accade da dieci anni) appare palese che il loro si andrebbe a configurare come un reato spregevole e vergognoso contro la mia persona di cui risponderanno poi in Tribunale.

Chissà se Cambiano ne è consapevole. Ma quando ne risponderà dinanzi ad un giudice lo sarà inevitabilmente.

Sen. Aldo Di Biagio, Ap-Ce

Sarebbe il caso che qualche giornalista delle Iene andasse a chiedere in Consolato, o tra la gente per bene di Colonia, chi è questo Cambiano e troverà riscontri abbastanza eloquenti.

Torniamo alla logistica dei Plichi in Germania. Come dicevo, nel servizio si dice il falso.

Chissà perché l’infallibile sistema di polizia tedesco, di cui si parla tanto nei frequenti confronti in tema di sicurezza tra l’Italia e la Germania, diventa all’improvviso inconsistente quando si parla di plichi elettorali.

Come potrebbe essere fattibile “rubare” plichi, e non 100 o 200, ma migliaia in piena libertà senza mai essere minimamente intercettati dalle forze dell’ordine e con la consapevolezza che non debbano uscire da quella specifica circoscrizione elettorale? Ma questa gente ha idea di quanto spazio possa occupare un volume così vasto di plichi? Altro che cofano della macchina, parliamo di camion. E tutto questo in appena 7 giorni, vale a dire il tempo a disposizione per l’esercizio del voto all’estero. Ed invito anche su questo punto a chiedere in consolato di cosa esattamente parliamo, anche se – detenendo le Iene delle immagini dell’arrivo dei plichi a Castelnuovo di Porto – una vaga idea credo che ce l’abbiano già.

Il signore incappucciato, che tra le altre cose farebbe bene a “scappucciarsi” visto che a breve dinanzi ad un giudice dovrà comunque farlo, parla di un fantomatico assegno che io avrei versato per questi servigi. Una domanda sorge spontanea: Come potrei ripagare un illecito con un assegno, volutamente tracciabile ed individuabile, anche ai fini della rendicontazione elettorale che il mandatorio sottopone alla Corte dei Conti? Probabilmente perché con quell’assegno ho pagato semplicemente il lavoro svolto dai miei collaboratori attivi in Germania, a cui facevo riferimento prima, peraltro non attivi a Colonia dove non ho mai svolto importanti attività di promozione elettorale.

E la faccenda delle migliaia di voti a Colonia resta un altro grande mistero.

Considerando che io a Colonia non ho preso tutti quei voti, di questi plichi acquistati dal signore incappucciato cosa me ne sarei fatto? Coriandoli?

Poi perchè avrei dovuto coinvolgere l’anonimo incappucciato e la sua squadra fantasma solo nel 2008? E nel 2013? Se era stata davvero così efficace sarebbe stato inevitabile servirmene. Invece sul 2013 cade un alone di mistero.

Appare chiaro a tutti che ci troviamo davanti ad un carosello di ingiurie, prive di prove, riscontri o testimonianze concrete, e fini a se stesse contro cui non si può replicare se non trascinarle in tribunale.

Soprattutto se studiate a tavolino e parte di una strategia che mira – appare chiaro – a compromettere quello che sarebbe stato un ordinario confronto politico-elettorale a tre mesi dalle consultazioni politiche.

Una strategia che mira a sostituire il contraddittorio elettorale con il fango, quello gettato in faccia nella maniera più vergognosa e deplorevole, senza la consapevolezza di trascinare in quello stesso fango non solo il parlamentare di turno ma tutto il voto all’estero e coloro che ci hanno creduto e che ci credono ancora.

Forse è questo in fondo il vero obiettivo?

Io non ho nulla da nascondere, sono sereno anche se un po’ deluso, per il degrado morale raggiunto da questo mondo.

“Ho comprato e rubato plichi elettorali per Mario Caruso”, la gravissima accusa di una gola profonda [VIDEO]

Il combinato disposto di ingiuria e telecamere è una trappola da cui è seriamente difficile uscire interi, ma se le ingiurie sono così palesemente infondate il rischio è che ad uscire a pezzi siano i cospiratori che hanno fomentato questa assurda messinscena.

Per il momento aspetteremo l’anonimo “scapucciarsi” dinanzi ai magistrati e il Sig. Cambiano fornire prove, considerando che mi rivolgerò alla magistratura e risponderanno di questa sceneggiata dinanzi ai giudici.

Così come ho detto a Filippo Roma e alla Redazione de Le Iene rinnovo la mia disponibilità ad un’intervista che possa avvenire con modalità ordinarie, al fine di poter fornire tutte le informazioni ed i chiarimenti che magari non è stato ancora possibile evidenziare con l’obiettivo di sottoporre quanti più dettagli su uno scenario che volutamente qualcuno ha l’intenzione di infangare immeritatamente.